Un bucato senza stress e sorprese!

Tenere ai propri capi di abbigliamento, significa rispettarli e trattarli bene: vediamo come preservare il nostro bucato e evitare incidenti di lavaggio.

Come già detto, non sono una fanatica del lavato a mano (del fatto a mano sì, però, ma quella è un’altra storia) né del detersivo autoprodotto, per il quale vi rimando serenamente al post della nostra bravissima Silvana, certamente più competente di me. Resta però il fatto che, anche se siete diciamo pigre come me, ci sono alcuni accorgimenti e suggerimenti che potranno farvi comodo.

Cosa fon-da-men-ta-le da fare, quando ci si appresta a fare un bucato, è controllare l’etichetta dei capi che vogliamo lavare. L’etichetta, infatti, oltre alla funzione di creare fastidio sulla pelle e a quella di indicare la taglia, ha anche quella di indicarci come quel capo va trattato.
La stragrande maggioranza degli incidenti di lavaggio potrebbe essere evitata solo leggendo le indicazioni (il ché spiega perché di solito accada agli uomini).

Sull’etichetta infatti trovate, tra gli altri, il simbolo del lavaggio, che indica il massimo del calore che il capo può sopportare in quella fase. Tenete presente che sotto al simbolo possono esserci delle barrette orizzontali: se non le ha potete lavare serenamente anche con un lavaggio intensivo (anche se in genere è bene attestarsi su un calore e potenza media), se ne ha una potete scegliere un lavaggio normale, se ne ha due dovete optare per un programma delicato. Più o meno lo stesso tipo di indicazioni vengono date anche per la temperatura di stiratura, per esempio ;).

Per togliere una volta per tutta i dubbi sul significato dei vari simboli presenti nelle etichette, abbiamo riassunto le indicazioni di lavaggio, stiratura, asciugatura e smacchiatura in una comodissima tabella 😉 (cliccate sull’immagine per la versione in .pdf stampabile)

LAVATRICE

Tornando alla fase di lavaggio, se l’etichetta consiglia il lavaggio a mano, avete due opzioni: lavare a mano nel vero senso della parola oppure usare il programma “a mano” della vostra lavatrice.
C’è chi ha buoni risultati anche con la seconda (che ovviamente comporta molto meno sbattimento), io in genere opto sempre per la prima, facendo un ammollo con prodotto specifico, lavando delicatamente a mano e facendo un risciacquo con centrifuga delicata in lavatrice (mi piacere lavare in sicurezza, è evidente).

Per l’intimo, soprattutto se ne avete di marca e di costo importante, consiglio sempre il lavaggio a mano con detersivi appositi (considerate anche la delicatezza delle parti del corpo che andranno a coprire!).

Nel decidere i giri di centrifuga da assegnare al lavaggio, tenete conto oltre che della tipologia di tessuto, anche della stiratura: più basso sarà il numero di giri e meno pieghe avrà il vostro bucato, quindi fate i vostri calcoli. Ovviamente più è delicato il capo e più bassa deve essere la centrifuga! Quindi: meno giri possibili in ogni caso, per risparmiare anche sbattimento nella fase di stiraggio (oltre che per preservare i capi).

Piccola appendice alla questione asciugatura. Sempre più persone si dotano di asciugatrice: tenete conto che molti capi mal sopportano di essere asciugati in quel modo e rischiate di finire a  mettere la splendida tutina di vostro figlio, taglia 9 mesi, al gatto che pesa 2 kg. Occhio occhio occhio all’etichetta!!!

Ci sono anche altri aspetti da considerare, nel fare una lavatrice: i più importanti sono il colore e l’odore dei capi. Vediamo come affrontarli senza stress.

Per quanto riguarda il colore è bene, se possibile, organizzare i lavaggi dividendoli tra chiari e scuri, oltre che ovviamente per temperatura. C’è però sempre il momento in cui si ha bisogno di lavare velocemente una serie di capi di colori assolutamente vari e misti… che si fa? Ci si affida ai prodotti appositi, che potete trovare sotto forma di foglietti assorbenti o di prodotti in formulazione liquida. Funzionano davvero, ma hanno un certo costo: non abusatene ;)!
I buoni vecchi rimedi della nonna, come ci ha già detto Gin, suggeriscono di usare il sale con lo scopo di fissare i colori (ma in questo caso non rischierei con colori molto scuri).

Per quanto riguarda l’odore, la cui persistenza sui tessuti cosiddetti “moderni” è lo scomodo e sgradevole rovescio della medaglia, esistono detersivi e additivi che risolvono il problema. Il mio consiglio è di evitare che questi capi prendano l’odore del sudore, ovvero di lavarli abbastanza spesso, perché anche con i prodotti appositi può essere difficile da mandare via.

Infine, qualche consiglio di ordine pratico che vi consentirà, nel tempo, di risparmiare molto:

  1. Provate a usare meno detersivo di quanto consigliato sui flaconi. Vi accorgerete che nella quasi totalità dei casi i capi verranno lavati bene lo stesso ;)!
  2. Anche per quanto riguarda l’ammorbidente, tenete presente che non sempre se ne ha bisogno (per il bucato dei canovacci e delle tovaglie, per esempio, è più o meno inutile, come lo è anche nel caso in cui siate soddisfatti della morbidezza dei vostri capi) e che non è necessario riempire completamente la vaschetta!
  3. Preferite i detersivi liquidi a quelli in polvere: la formulazione in polvere può creare grossi grumi negli scarichi, con conseguenze che voi non vorreste mai affrontare ma la ditta di autospurgo di certo sì (sad true story).

Buon lavaggio (sereno) a tutti! 🙂