Un dolore che isola

abortoSuccede che hai 26 anni e aspetti il tuo primo figlio. Desiderato, voluto, amato fin da prima di conoscere che lui era con te.

Succede che passano i primi 3 mesi, e tu inizi a dirlo alla gente. La pancia si vede e quando le persone ti guardano con aria interrogativa tu arrossisci e con gli occhi che brillano dici che non sei semplicemente ingrassata, ma stai aspettando un figlio.

Succede poi che ti dicono che sarà un maschietto, e, anche se le nausee non passano, tu entri nel terzo trimestre, e ti avvicini al momento in cui lo conoscerai. E non vedi l’ora.

Succede che vivi con spensieratezza un periodo “naturale”, che hanno già vissuto tante donne prima di te: inizi a scegliere i possibili nomi, a valutare offerte di passeggini, a comprare quel trio che proprio ti piaceva un sacco.

Succede però anche quello che non vorresti mai che succedesse. Che a 34 settimane ti dicano “mi dispiace, non c’è battito”.
E lì succede che il mondo che conoscevi non esiste più, spazzato via, inghiottito dal buco nero che si è aperto dentro al tuo cuore.

Quasi 4 anni fa io sono stata inghiottita da quel buco nero. Mi sono aggrappata con le unghie e con i denti, con tutte le mie forze per uscirne. Mi sono aggrappata a mio marito e a quelle pochissime mani che ho trovato tese.

Sono qui a scrivere tutto questo non per rattristarvi. Non per autocommiserarmi. Voglio scriverlo perché tante volte mi è stato chiesto “è successo anche a mia cugina (amica, cognata, sorella…), come posso starle vicino? Cosa posso dire? Cosa posso fare”.

Il lutto perinatale, che colpisce più famiglie di quelle che si possano immaginare, è un dolore bastardo. Un dolore che isola le famiglie che ne vengono colpite. Papà e mamme che si sono trovati a dover dire addio a quel bambino che hanno tanto desiderato e sognato e che trovano il rifiuto della società a definire questo dolore come un lutto. Perché, anche se è più facile nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, si tratta di un lutto vero e proprio. Lo raccontano le girandole e i palloncini lasciati negli angoli dei cimiteri “dedicati” ai bambini. Nel cimitero della mia città lo chiamano “Il giardino degli angeli”. E nostro figlio si trova lì.

Ho sentito tante frasi banali ma capaci di ferire profondamente i genitori come: “siete giovani, ne farete altri”. Come se un figlio si potesse davvero sostituire.

Spesso ci si chiede come stare vicino a questi genitori, a cosa dire e a cosa fare, mentre davvero non ci si rende conto che l’unica cosa che davvero serve è un abbraccio, una presenza, una spalla su cui piangere, un cuore che accolga il nome di tuo figlio.

I primi mesi ricordo le mamme del corso preparto che si giravano dall’altra parte senza salutarmi. Io, che indossavo sempre i miei inseparabili occhiali da sole, mi facevo di quei pianti che non ne avete un’idea. L’indifferenza è davvero la cosa peggiore.

Ho imparato che, per “ignoranza” o vergogna, è più facile far finta di niente. Cambiare discorso quando si parla di questo figlio. Salutare frettolosamente quando si incontra una mamma in lutto.

Se volete davvero aiutare chi ci sta passando non fate finta che non sia successo niente. Non cambiate discorso quando una mamma o un papà nominano quel figlio che cresce nel loro cuore. Tendente una mano, una mano vera, a quelle mamme che lottano quotidianamente per non cadere in quel buco nero.

Sentir pronunciare il nome di mio figlio

Sentir pronunciare il nome di mio figlio,

può far affiorare le lacrime sui miei occhi,

ma non smetterà mai di portare

musica alle mie orecchie.

Se tu sei veramente mio amico,

permettimi di ascoltare

la bellissima musica del Suo nome.

Questo calma il mio cuore spezzato

e nutre la mia anima.

(autore sconosciuto).

Confesso che mi sento quotidianamente in bilico tra la vita e quel buco nero. E ho messo in contro che sempre mi ci sentirò. Ma grazie a mio marito e ai figli che sono arrivati e rimasti qui con me, lo affronto ogni giorno, con la consapevolezza che la vita vince sempre. E vince su tutto solo se davvero credi in lei. Sempre.

LaStellainCielo