Un giardino, un albero, una barca a vela.

Riflettendo e preparando questo post sulle radici ho rivisto delle foto, rispolverato dei ricordi e mi sono resa conto che le mie radici sono la mia famiglia, le mie amicizie, la mia infanzia, i profumi ed i colori della mia terra.

Le mie radici sono dentro ad una foto, sono in un luogo, in un racconto, in un “modo di dire”, in un gesto, in uno sguardo, in un libro.

Le mie radici sono in un panino “Al Topolino”, sono su un tram per Opicina, sono sul Monte Lussari innevato, sono in una casa con le finestre chiuse da quattro anni, sono in un giardino oramai incolto.

Le mie radici sono in quello che penso, in quello che scrivo, in quello che faccio.

Nessun passo, nessun gesto, nessuna parola è priva delle mie radici. Io sono quello che sono stata per anni: Italiana, di nascita e di cuore.

Ora sono un’ Italiana expat in Australia che sta imparando ad amare questo nuovo Paese. Un Paese che mi sta regalando tanto dal punto di vista delle opportunità e dell’apertura mentale. Un Paese che ogni giorno mi permette di vivere un’esperienza unica e fantastica.

Mi manca l’Italia? Eccome. Mi mancano i pregi del nostro Paese; i difetti, un pochino di meno.

Mi manca l’Europa? Certamente.

Io Friulana, cresciuta in una Regione dal forte influsso Mitteleuropeo. Friulana che in quattro ore di auto poteva raggiungere Vienna e con altre tre Monaco di Baviera. Queste distanze, questo poter essere dovunque in un tempo limitato; la nostra arte, la nostra storia, la nostra cultura, me le porto dentro ogni giorno ed in alcuni giorni ne sento fortemente la mancanza.

Ed è per questo che continuo a leggere, di noi, italiani ed europei, ascolto la radio italiana, continuo a studiare, a scavare dentro ogni libro, per non perdere e tralasciare nulla di quello che mi ha formato fino ad ora. E leggo, leggo ad alta voce in italiano anche a mio figlio, con il desiderio di fargli cogliere anche il più piccolo dettaglio, la più piccola sfumatura della nostra meravigliosa lingua; leggo con la voglia che il suo “cuore Italiano” prima o poi si faccia sentire. E non vedo l’ora che ciò accada. Non vedo l’ora che mio figlio diventi ancora più grande e consapevole, per portarlo dove ancora non è mai stato, nel cuore dell’Europa, in Italia, dentro le nostre vecchie mura ricche di storia, dentro un quadro che parla di amore e di guerra, dentro una lettura che ricorda quanto il popolo Italiano sia forte, creativo, scaltro, affascinante e brillante.

Vi confido che le mie radici non sono in una religione, forse lo sono solo in alcuni principi che questa religione mi ha lasciato. Sono Cattolica di nascita e di tradizioni ma non praticante. Non ho santi, non ho miti e non ho eroi.

Che cosa ho? Ho me stessa, la mia famiglia, il mio passato ed il mio presente.

Il futuro? O meglio radici future? Chissà….Alcuni abozzi come famiglia li stiamo mettendo.

Ma in questi quattro anni mi sono resa conto che “CASA” è dove siamo noi e può essere dovunque. Perchè noi “SIAMO“. Abbiamo dentro tutto ciò che ci ha formato negli anni: le nostre radici. Sono proprio queste radici che ci hanno regalato ali forti a sufficienza per volare via lontano.

Restare, ritornare, chissà. Forse, un giorno…Oppure una nuova avventura, una nuova esperienza in una nuova città, terra…Chi può dirlo.
 Ancora continuiamo a sognare e a fare progetti. Inoltre, una volta che parti e lasci, non hai più paura di rifarlo. Ti senti pronto, ti senti in grado di affrontare mille ostacoli e mille nuovi cambiamenti. Diventi “nomade” dentro. Il cambiamento, che una volta hai tanto temuto, ora non ti spaventa più. Acquisisci una nuova consapevolezza ed una nuova forza.
Ma ci sono due cose che desideriamo. Diverse in termini logici e figurati: una barca a vela ed un nuovo giardino.
 BARCA A VELA
Il giardino per piantare un albero. Forse solo per il gesto di farlo. In fondo non abbiamo mai visto crescere nessuno dei nostri alberi. Ma i gesti a volte riempiono il cuore e l’anima.
La barca a vela per esplorare ancora nuovi mari, rallentando così un pò, togliendo l’acceleratore, solo vento e mare.
La barca ed il giardino, sono come le nostre ali e radici. Ci rappresentano. Sono come siamo noi; con la continua voglia di mettere delle “basi” ma con una pulsione dentro che ci fa sempre guardare a “nuove esplorazioni”.
Eternamente alla ricerca dell’ “Isola che non c’è”?…Può darsi.
A tal proposito, ricordate la canzone di Edoardo Bennato “L’isola che non c’è”? …A me piace molto, ecco qui il testo:
                                                                                                         
 
” Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all’isola che non c’è.
Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po’ preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.
E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!
Son d’accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c’è mai la guerra,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.
E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.
Son d’accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.
Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l’isola che non c’è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!
Vi abbraccio e vi auguro di trascorrere delle serene Festività!

xoxo

Elisa