Un quaderno bianco.

Essere genitore è un lavoro di ogni giorno. Noi non siamo genitori perfetti e non ci interessa neppure esserlo. Io, nello specifico, sono una mamma che commette errori ogni giorno ma che alla fine della giornata pensa che quello che ha fatto sia stato il meglio che poteva fare, in quella precisa ora, momento, secondo.

Mio figlio mi conosce per quella che sono, con i miei pregi ed i miei difetti. Con i giorni sì e con i giorni no. Non sono sempre sorridente e non ho la risposta a tutto. A volte mi sento ancora figlia e non del tutto mamma. Sono diventata mamma in Italia e dopo qualche tempo mi sono ritrovata ad essere mamma a Sydney. Ogni giorno mi trovo di fronte a genitori con un diverso background culturale e con diversi modi di affrontare la genitorialità.

Io e mio marito ci siamo così riscoperti genitori italiani con i tipici pregi e difetti dei genitori italiani. Noi italiani infatti credo che abbiamo un modo tutto nostro di crescere i figli.

Noi abbracciamo, noi baciamo, noi stringiamo e noi urliamo i nostri sentimenti. Non tutti lo fanno. Certi genitori provenienti da altri paesi del Mondo non abbracciano, non baciano, non stringono. Ma non per questo sono meno genitori di noi. Hanno semplicemente un approccio diverso.

Per noi italiani invece l’affettività è evidente. E’ in tutti i gesti che facciamo ed io, dopo anni, continuo ad essere fiera di tutto ciò. Io urlo, io stringo, io bacio; io sono italiana nella voce, nei gesti e nel dimostrare l’amore e la collera e mi sento molto lontana dalla tipica “aplomb inglese”.

Tutto ciò va bene o potrà creare dei problemi in futuro a mio figlio? Non lo so. Non lo so dire. Io credo che i sentimenti debbano essere dimostrati. C’è una educazione al sentimento. Altrimenti le emozioni, rimangono lì, inespresse, non dette e prima o poi, presto o tardi, escono; e potrebbero uscire nel peggiore dei modi se non si sa come gestirle ed affrontarle.

Ma penso anche che ogni genitore debba fare quello che crede e ritiene giusto per i propri figli.

Io non amo tutto ciò “che va di moda” e non mi piace il: “se lo fanno loro allora è giusto”. Io seguo il mio istinto di mamma e il mio modo di essere genitore. Io non sono un’amica per mio figlio ma non sono neppure la mestrina che sale in cattedra. Sono prima di tutto la sua mamma. Pongo dei limiti. Do e tolgo. Regalo e pretendo. Chiedo rispetto e do rispetto.

Sto, stiamo facendo bene come genitori? Chi lo sa. E’ una domanda che ci poniamo ogni notte quando andiamo a dormire. La risposta che ci diamo è, che tutto quello che facciamo, è il meglio che possiamo fare e dare a nostro figlio.

Si può migliorare? Certamente sì.

Si può crescere come genitori? Sicuramente.

Si può imparare dai propri figli? Assolutamente sì.

I grandi non hanno sempre la risposta migliore o la soluzione giusta. Non sempre hanno ragione. Sono semplicemente nati prima . Hanno più esperienza. Conoscono i meccanismi del Mondo. Sanno che cosa sono la malizia, l’invidia, la cattiveria, la paura. Conoscono le notti buie ed i giorni di rabbia.

I grandi cercano il più delle volte di proteggere i propri piccoli. Questo è l’istinto. Questa è la natura. Ma pur proteggendoli, i nostri piccoli, cadono e si fanno male.  E non imparano e non impareranno mai se non sono loro a sbagliare.

Se non camminano  a piedi nudi. Se non corrono sulla bicicletta senza freni. Se non fanno tardi. Se non perdono l’autobus. Se non dimenticano l’ombrello a casa. Se non finiscono i compiti. Se non vengono spostati di banco. Se non prestano un gioco che non gli verrà mai più restituito. Se non scrivono un bigliettino :”Mi piaci, vieni al cinema con me?” con il rischio di ricevere un “No” come risposta. Se non si fidano. Se non vengono traditi. Se non si arrabbiano. Se non amano. Se non sperimentano. Se non si annoiano. Se non piangono. Se non sudano. Se non cadono. Se non trovano da soli la forza di rialzarsi. Se almeno una volta al giorno non ci reputano “noiosi” e “rompi scatole”.

I nostri figli li abbiamo messi al Mondo ma il cammino, è il loro cammino. La strada, è la loro strada.

Ovviamente io vorrei che per mio figlio, questa strada, fosse la meno meno tortuosa possibile. Vorrei che il sole lo baciasse sempre in fronte e che avesse un vento favorevole per tutti i suoi viaggi e le sue esplorazioni. Ma si sà, i venti cambiano, le onde del mare si ingrossano e le strade si fanno in salita e poi ad un tratto in discesa. Questa è la vita; e la vita noi non possiamo insegnarla. La vita va vissuta.

Possiamo solo dare ai nostri figli dei consigli che, ad un certo punto, non verranno ascoltati. E sarà giusto così.

Possiamo però continuare a fornire loro un esempio positivo, su come affrontare la vita ed i problemi, dimostrandoci pacati, positivi e propositivi. A noi, al nostro esempio, a questo i nostri figli si ispirano, a questo guardano ogni giorno, prendendo spunto per i loro passi dapprima incerti e poi sempre più sicuri. Dal mio punto di vista, essere un esempio positivo per i nostri figli e’ un regalo importante, vale più di mille dogmi e più di milioni di regole.

Se mi chiedessero: “Da genitore che cosa auguri a tuo figlio?”. Risponderei che gli auguro la salute, la felicità per le piccole cose e tanta fortuna. La fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto e non il contrario.

Gli auguro che sappia coltivare i suoi sogni e che sappia riconoscere un treno sul quale valga la pena salire.

Gli auguro di amare ed essere amato.

Gli auguro di poter vivere in un Mondo dove possa sempre esprimere le sue idee, con libertà, educazione e fermezza.

Gli auguro la libertà di essere e di fare.

Gli auguro la tolleranza, l’altruismo ed il rispetto per sè stesso e per gli altri.

Gli auguro curiosità e conoscenza, stupore e fantasia.

Gli auguro che sappia sempre ascoltare il suo istinto.

Gli auguro di avere “un cervello” pensante e “spalle grosse” a sufficienza per sopportare pesi e dolori che prima o poi dovrà affrontare.

Gli auguro di non avere paura di dire dire “NO”. A dire “SI'” sono capaci tutti. E’ il “NO” che a volte è difficile da dire. Ma è con il “NO” che a volte ci si salva la vita. E’ con il “NO” che a volte si diventa “egoisti del sè”, salvandosi la pelle. E’ con il “NO” che non si diventa “YES MAN”. E’ con il “NO”, detto anche  a mamma e papà, che si diventa grandi. E’ con il “NO” che si segue la propria “legge interiore”.

Proprio così. Gli auguro di avere, in tutto e nonostante tutto, la sua “legge interiore”, i suoi principi, anche se attorno a lui i principi a volte verranno meno ed i valori avranno sempre meno peso ed importanza.

Gli auguro di fare una promessa e di mantenerla.

Gli auguro una stretta di mano forte e sicura.

Gli auguro di guardare negli occhi le persone e, soprattutto, guardando dentro sè stesso, gli auguro di riconoscersi, di ritrovarsi ed di essere fiero di sè.

Gli auguro la voglia di farcela, la grinta, la tenacia, l’impegno, la preparazione e l’umiltà. Questo gli auguro e questo come genitore vorrei per lui.

Nel frattempo, continuo ad essere una mamma italiana, che bacia, urla e stringe. E continuo  a dire a mio figlio, che se e quando, saràElisaMorgan001 intimorito da qualcuno, deve immaginare questo qualcuno ogni mattina seduto/a, intento/a a fare i propri “bisogni”, cioè, quello che facciamo tutti ;-)… Aiuta, aiuta a ridimensionare le cose, persone, problemi… Questa sono io, questi siamo noi. Genitori schietti e sinceri, che a volte non sanno e che cercano di imparare; che si improvvisano e che si divertono.

Già, divertiamoci con i nostri figli, anche se siamo stanchi e preoccupati, ascoltiamoli, hanno una voce speciale, la voce dei bambini, che ci riporta indietro nel tempo e che ci permette di capirli e capirci; e quando cresceranno e non avranno più voglia di parlarci, cerchiamo di imparare il loro “nuovo linguaggio”, il linguaggio degli adolescenti, fatto a volte di “silenzi”, silenzi da interpretare e da assecondare.

Le mie sono solo delle considerazioni, dei pensieri e dei desideri. Pensieri di una mamma che sta imparando ogni giorno ad esserlo. Una mamma che cresce ogni giorno con suo figlio. Una mamma che ha sbagliato, sbaglia e sbaglierà.

Non c’è un “manuale del buon genitore”; c’è un quaderno bianco, sempre aperto, che ogni giorno si riempie di esperienze, successi, insuccessi, appunti, annotazioni.

Ognuno di noi, ogni genitore ha il proprio quaderno. Teniamolo stretto e riempiamolo di vita. La nostra vita. Sul quel quaderno lì ci saranno “le radici” per i nostri figli ed al contempo le basi affinchè possano “volare via”, lontano da noi, com’è giusto che sia.

Questo stralcio, tratto dal libro “Per sempre” di Susanna Tamaro, Ed.Giunti, lo dedico a tutti noi genitori, “Capitani” al timone di una nave, che non sempre naviga in acque tranquille…

 “…Non sono le cose che facciamo che danno qualità ai nostri giorni, ma come le facciamo. E dobbiamo sempre farle, dunque, nel modo più umano, nel modo più alto. Ci deve essere dignità e grandezza in ogni singolo gesto, non bisogna mai farsi ridurre, mai farsi abbassare, consapevoli che la vita è come il mare- ci sono momenti di bonaccia e momenti di tempesta- ed in entrambi i casi devi essere conscio che stare dritto al posto di comando è la cosa più importante; sarà la tua rettitudine a permettere alla nave di arrivare in porto, sarà il tuo non arrenderti, il non cedere alla paura a permettere di salvare il carico, l’equipaggio e i passeggeri che ti sono stati affidati…”

Buona navigazione a tutti!

xoxo

Elisa