Un sottomarino in paese

Si fa sempre un gran parlare della guerra. La guerra non è mai bella, rende il mondo grigio cancellando colori e sorrisi.

In questi giorni, al telegiornale, si ascoltano tante notizie di violenza e noi mamme, non possiamo evitare di pensare a quanto sia brutto e corrotto il mondo in cui stiamo crescendo i nostri figli.

Sono del parere che, le più grandi risorse del nostro mondo, siano proprio i nostri figli,nuove generazioni da crescere con l’obiettivo della pace, della condivisione, dell’apertura verso il prossimo e verso la diversità.

Un modo per piantare, nei nostri figli, il seme della tolleranza, è quello di insegnare loro l’amore per il prossimo con il nostro esempio ed è quello che fanno anche gli abitanti del piccolo paesino di Un sottomarino in paese.

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Il racconto parla di una guerra stupida, tutte le guerre lo sono, una guerra che non ha motivo di compiersi, di un capitano del sottomarino disposto a fare la guerra, dal momento che è l’unica cosa che lui sappia realmente fare. Gli abitanti del paesino gli insegneranno che ci sono tante cose più belle e sicuramente più divertenti della guerra da fare in compagnia ogni giorno.

Il capitano, giorno dopo giorno, viene avvicinato da alcuni paesani che lo coinvolgono in giochi, battute di pesca rilassanti, colture e anche in partite a carte. Sul sottomarino, arenato in piazza, capeggia spesso la scritta “torno subito” e questo non può che fare onore al capitano impegnato in nuovi diversivi, convinto com’era di fare la guerra lanciando dolci prelibati e succulenti agli abitanti del paesino marino.

Questi ultimi con la semplicità, la generosità e l’affetto riescono a piantare nel cuore arido del capitano il seme della pace, il seme pronto a germogliare e a dare frutti, quello più visibile, il sorriso sul volto del capitano.

Quando il capitano verrà riconvocato, per prendere parte ad una qualsiasi altra guerra, tanto il mondo ne è pieno, con l’aiuto e il supporto dei suoi nuovi amici affonda in mare il suo sottomarino e per lui inizierà una nuova vita fatta di serenità di amicizia e forse anche di un nuovo amore.

La guerra, di cui parla il libro, non è solo da intendersi come la violenza che subiamo dalla volontà degli altri ma, anche come le guerre personali, quelle alle quali permettiamo di entrare nel nostro cuore e di toglierci il sorriso. Insegniamo dapprima ai nostri figli a combattere le piccole guerre di ogni giorno, aiutiamoli a non far germogliare dentro di loro il seme della cattiveria e dell’intolleranza solo così impareranno a costruire un mondo più bello e più vivibile.

 

Titolo del libro: Un sottomarino in paese

Autore: Vanessa Navicelli

Illustratore: Sabrina Borron

Editore digitale: Rossella Romagnoli

Target di riferimento: dai 6 anni

Ci piace perché: la scrittura è semplice, fresca e immediata e tratta un argomento che ci tocca al cuore, le illustrazioni non sono mai eccessive e in perfetto stile del libro.

Lo consigliamo perché: può essere un buono spunto per parlare ai nostri figli delle piccole guerre di ogni giorno quelle che nascono sui banchi di scuola, in seno alle nostre famiglie insomma intorno a noi.

La frase che ci ha colpito: “Sai che i tuoi occhi sono cambiati? Sembra che c’hanno dentro più luce di prima… Sorridono anche loro”