Una Giornata da Amadori

La nostra inviata Francesca del Salvadanaio di SuperMamma è andata per noi a visitare lo Stabilimento Amadori di Teramo. Ecco il suo racconto senza filtri

Qualche settimana fa, Fattore Mamma ci ha proposto di visitare lo stabilimento Amadori, dove vengono allevati i polli che forniscono la carne dei famosissimi Mc Nuggets.

Abbiamo chiesto alle mamme della nostra Community chi aveva piacere di andare come inviata di Instamamme e raccontare a tutte noi, da mamma a mamma, come è andata la visita.

Amadori

Francesca del blog “Il salvadanaio di SuperMamma” ha accolto il nostro invito.

Lei, così attenta all’alimentazione, così scrupolosa come mamma, ci è sembrata proprio la persona giusta!

Quello che segue è il racconto della sua giornata in veste di #McMamma in visita allo stabilimento Amadori di Teramo

 

“Parola di Francesco Amadooori”
… e se me lo dice Lui, con la Sua gallina tra le braccia, io sono più serena.
Sarà che a me il Signor Francesco piace.

Trasmette un’idea di sicurezza, tradizione, famiglia.
Insomma, quell’aria da Nonno fu il motivo per cui in pausa pranzo dai ritmi frenetici del C&I Office, ci scapicollammo per andarlo a vedere gironzolare per i vialetti del Resort dove lavoravo.
Si, Lui con il suo sorriso furbetto ma rassicurante e la sua cordialità, ha riscosso successo più di tanti altri personaggi illustri, perché questa è l’Italia che piace, l’Italia del romagnolo che “mette la faccia” in ciò fa arrivare sulle nostre tavole e da un pollaio ha costruito un impero con la genuinità di un uomo d’altri tempi.
Ed ecco che me lo sono chiesta: perché un vecchio stampo come Francesco Amadori ha affiancato il Suo marchio a quello del McDonald’s?!?

Amadori

Così ho deciso. Ho accolto il “porte aperte” di questi due marchi.
Ho visitato lo stabilimento Amadori e le cucine del McDonald’s.

Perché ci sono andata?
Perché sono una Mamma.
Perché ho sete di capire, vedere, scoprire, imparare e comunicare a beneficio di una maggiore consapevolezza alimentare.
No, non snocciolerò dati, statistiche, frasi fatte (una a parte), lodi sperticate o luoghi comuni.
Si, vi parlerò da Mamma a Mamma, da Mamma che non santifica e non crocifigge il mondo del fast food, ma che ha comunque un certo scetticismo in un presente in cui cordon bleu, hamburger, cotolette se li prepara in casa, dopo una prima vita iperimepegnata in cui i preparati da banco erano abituè della sua cucina.
Poi, c’è lei, la consapevolezza che il Mc rappresenta una realtà della nostra società, perciò mi sono detta: è giusto capire. D’altronde per il compleanno dell’amichetto, nella carissima Parigi, in aeroporto o in qualsiasi altra situazione, quella porta con l’arco dorato la varchiamo tutti una volta nella vita.

Cosa ho scoperto?

Mi hanno parlato di qualità: dei prodotti, della vita della vita dell’animale, delle energie rinnovate/autoprodotte, ma io desideravo vedere con i miei occhi.

Nel frattempo ho capito che Amadori non è più il pollaio da 3 galline, ma una “macchina da guerra” che fa del controllo, della selezione e della crescita i suoi punti di forza.

Ho scoperto che è il Mc ha aiutato Amadori ad elevare i suoi standard alle richieste di una multinazionale e che oggi crescono assieme in un interscambio continuo.
Ho visto la catena che va dalla selezione del pulcino, in cui il 40% del fabbisogno arriva da allevamenti di proprietà, fino al nuggets inscatolato.
Ho scoperto che il nuggets non è un filetto di pollo “stampato”, bensì un’amalgama di solo macinato di pollo che viene trasformato in 4 formine diverse, per poi passare all’impanatura.
Ho visto con i miei occhi la carne da cui parte tutto, si probabilmente avrei preferito scoprirlo non a ritroso partendo dalla coda (nuggets inscatolato), ma ho comunque capito che ogni passaggio, ogni elemento, ogni lotto è tracciato e che i controlli sono continui: a mezzo macchina, analisi e visivi e coprono tutta la filiera.
Ho visto i lavoratori, scoperto che hanno 3 cicli di turnistica, che dedicano 4 ore notturne alla disinfezione dei macchinari, che le divise sono sanificate ogni turno da una ditta esterna.
Insomma, ho capito che in Amadori sanno quello che fanno e che non hanno timore a rispondere sui tempi che intercorrono dal macello all’uso della carne (max 7 gg), sulla metodologie di macellazione stessa dell’animale, etc.
Si abbiamo parlato dei video virali che ritraggono carcasse spremute, per scoprire che in realtà loro dopo la sezione dell’animale, non effettuano una spremitura/macinazione, ma “aspirazione” delle parti di carne ancorate alla carcassa.

E’ stato chiarito che i Nuggets NON contengono CARNE SEPARATA CON MEZZI MECCANICI.
No, non ho visto la lavorazione dei polli.

Amadori

Poi sono stata al McDonald’s. Ho visitato le cucine
Ho riscontrato ordine e pulizia. Voi mi direte: con le macchine fotografiche in giro, la Direzione in visita, l’imperativo è la cura del dettaglio. E io rispondo: diamo a Cesare quel che è di Cesare, le cucine del McDonald’s sono a vista cliente!
Qui ho scoperto che la carne arriva congelata, segue standard predeterminati e viene manipolata con i guanti. I panini hanno un tempo massimo di sosta dalla preparazione alla somministrazione ed esclusivamente la Caesar Salad contiene il petto intero, a fette.
L’olio di frittura? E’ al 70% girasole e 30% colza. Un sensore stabilisce quando va filtrato e successivamente sostituto.

Amadori

I fornitori? 100% italiani: Bonduelle, Ferrarini, etc. e le patate sono quelle buonissime, che acquisto a sacchi da 25 kg per casa, che respirano l’aria di montagna ad Avezzano (AQ).

I nuggets? Vengono serviti croccanti e caldi. Rappresentano un “gold standard” mondiale, perciò che tu decida di mangiarli a Milano o a Tokio, saranno sempre gli stessi!

Conclusione?

No, non possiamo paragonare il Mc al Km0 o al Bio, sono due mondi diversi, anche se la stessa McDonald’s ha una linea Bio certificata.
Il Mc è il Mc, ci si va per divertimento, per dedicarsi un pranzo diverso.
Se desidero portare la famiglia in un luogo a contatto con la natura, se voglio il Km0 (in senso lato) vado in agriturismo, al mercato o dal contadino sotto casa.
Insomma, in questa Società ci si può serenamente godere entrambi i mondi.
Vi dirò poi che il messaggio che il Mc incentiva il Made in Italy e il livello occupazionale in un periodo di crisi profonda, a me è piaciuto particolarmente, ma ora sta a Te decidere se la “parola di Francesco Amadori” ti ha convinta ad avere maggiore fiducia in questo marchio.

Io continuerò a autoprodurre hamburger, polpette, cordon bleu magari acquistando nel loro spaccio il petto intero o il campese, per tagliare i tempi della catena che li porta dalla GDO sulle nostre tavole ed avere la certezza della qualità di ciò che acquisto e quando le Mamme mi diranno: festa di fine anno al Mc, io potrò rasserenare le più scettiche con un: Io c’ero, Io ho visto, Io te ne parlo da Mamma a Mamma!

Parole di Mamma Francesca
Ringrazio le Instamamme per l’esperienza di crescita personale.

 

Grazie a Te, Francesca! Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi

Potete seguire Francesca e il suo interessante blog, se vi va. Ecco i suoi contatti:

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