Una mamma cake designer

20131127-123403.jpg

Me l’hanno detto ormai diverse volte: “Ma che brava!!! Che bimbe fortunate ad avere una mamma che fa delle torte così!!!”

Un’espressione di ammirazione e stupore, o semplicemente una frase gentile detta da uno sconosciuto (o quasi), che invece di arrivarmi come una gradita iniezione di orgoglio e fiducia nelle mie capacità, suona stridente alle mie orecchie e va a toccare un tasto dolente, risvegliando quell’emozione (sempre in agguato nel cuore di una mamma) che è il senso di colpa.

Sembrerà strano, ma, invece di gongolare e godermi il mio piccolo successo, generalmente vado nel panico… e questo accade soprattutto quando ci sono LORO, le mie due bambine.

Il povero sventurato in vena di complimenti riceverà da parte mia un debole ma sincero sorriso imbarazzato che avrà il duplice intento di: 1 – ringraziare per la gentilezza dimostrata, 2- scusare gli sguardi (entrambi omicidi) delle mie figlie, che ad un occhio esperto (mi auguro solo il mio) vorrebbero dire:
“Ma mi prendi in giro?????” (Eli)
“Ma i fatti tuoi no?????” (Sofi)

LORO hanno 8 e 5 anni e non sono particolarmente interessate ai dolci fatti in casa: è 1000 volte meglio la torta “Pan di Stelle” di quelle della mamma… I vantaggi sono tanti quante le stelle che la ricoprono: è pronta subito, è super cioccolatosa, sa di merendina, la comprano tutti i bambini, c’è la pubblicità alla tele, magari al super mercato la mamma mi compra anche l’ovetto kinder o le patatine, nessuno dice a mia mamma che è stata brava a farla chiedendole la ricetta e facendomi perdere tempo, e via così.
Non sono nemmeno molto interessate alla pasta di zucchero: invece che regalare loro paste modellabili dai mille colori, io compro SOLO PER ME chili e chili di questo dolce Didò, che raramente gli permetto di usare e assaggiare, con il quale faccio meravigliose figurine commestibili, che però non sono per loro, bensì per il NEMICO (ovvero il bambino sconosciuto che ruba il tempo della mamma).

Una cosa che ho scoperto quasi subito è che MENO DI TUTTO a loro interessa il fatto che la mamma sia BRAVA a fare qualcosa, in quanto questo porta la mamma al centro dell’attenzione, un luogo dove (nella loro idea) dovrebbero esserci sempre, solo e solamente LORO.

Si può dire che per le mie figlie la mia attività di CAKE DESIGNER sia più che altro una scocciatura, che sopportano fin tanto che non si chieda loro di andarne addirittura FIERE.

Questo vale in modo più marcato per Elisa che ha visto nascere la mia passione quando già era in età cosciente.
Ha visto la mia prima torta decorata, fatta per il primo compleanno della sua sorellina (e già questo non è stato un buon inizio, forse non poteva essercene uno peggiore in effetti). E’ stato un caso (lo giuro!): avevo trovato in vendita un panetto di pasta di zucchero la settimana prima e mi ci ero avventata, guidata da una forza istintiva e inesorabile di cui ancora non conoscevo la natura.
In seguito ha visto l’attenzione che attiravo con le mie creazioni, un’attenzione che prima era sempre e solo concentrata sulle mie CREATURE.

Non da ultimo, Elisa si è accorta con sgomento che le persone, e per primi i suoi amici dell’asilo e poi di scuola, si aspettavano da lei che fosse ENTUSIASTA di avere una mamma così: insomma, nella sua testa, “CORNUTA E MAZZIATA!!!” (si scrive così?), una cosa del tutto inaccettabile, povera anima.

Così sono cominciati le frecciatine e i malumori… e le mie risposte e strategie da mamma! Già perché, LEI può pensarla come vuole, ma non c’è torta che tenga: la serenità delle mie bambine NON SI TOCCA! (Ne sa qualcosa quel ragazzino di 14 anni che non mollava l’altalena l’altro giorno al parco..).

Tra le tante cose che ho fatto per evitare di ferire Elisa o farla sentire diversa:
– ho mandato torte in incognito (senza presentarmi di persona) alle feste dei suoi compagni per evitare di ricevere complimenti di persona davanti a lei;
– le ho fatto torte con pan di spagna, ostie stampate, mompariglia e panna col pannafix per farle avere una torta “come quelle normali delle feste che le mamme normali comprano dal pasticcere” (ma il pasticcere è normale, che mette la bagna analcolica al sapore di rhum nella torta dei bambini????);
– ho dichiarato di non volere nemmeno un briciolo di bene al bambino per cui stavo facendo una torta (potrei anche aver detto che, pur non conoscendolo, mi stava anche un po’ sulle balle, ma ero praticamente sotto tortura per cui non vale..).

Infine ho trovato la strategia migliore, quella vincente: l’ho pagata. Non prima di averle impartito alcune nozioni base di economia, ma sì: l’ho pagata.
Le ho spiegato che, se le torte non erano per la famiglia o da regalare, ricevevo un compenso economico. Le ho fatto vedere come una bella fetta dell’entrata se ne andasse per pagare gli ingredienti, la pasta di zucchero, la scatola, il vassoio, e poi ho diviso con lei il margine (e intanto ho cominciato a prepararla per i test della Bocconi: è sempre meglio portarsi avanti visto che non vuole più fare danza classica…).
Una volta l’ho portata fuori a mangiare la pizza, un’altra volta le ho comprato le figurine in cambio di un po’ di aiuto con i fiorellini o le palline di zucchero… Di fatto, in modo un po’ opportunistico, ho spostato l’attenzione su un aspetto per lei vantaggioso della faccenda.

Ora che ha digerito il concetto, anche senza lo sharing dei margini (non mi chiede mai soldi da quando le ho spiegato che non le conviene, visto che mi fa spendere sempre molto di più di quello che in teoria sarei disposta a darle…), seppure ancora in modo altalenante, capita che Elisa decida di passare dalla mia parte e diventare un membro della mia squadra.
Alterna rispostacce e tentativi di ricatto (del tipo “guarda che se sei stanca è colpa tua che vuoi fare tutte queste cose” o “non potresti fare una pausa dalle torte così al sabato potremmo stare sempre insieme?” – tranne poi mandarmi via da casa della sua amica per poter giocare in pace… tutto nella norma…) a commuoventi momenti nei quali SENTE DI DOVERSI PRENDERE CURA DI QUESTO SALAME DI MAMMA, sempre troppo impegnata e lsboriosa, e mi offre il suo aiuto, una coccola, un bicchiere d’acqua o qualcosa da mangiare.

Per quanto riguarda Sofia… beh, tra le torte LEI C’È NATA! Per lei non c’è stato il problema dell’accettazione: il pacchetto mamma comprendeva questa STRANEZZA praticamente fin dall’inizio della nostra relazione.
Nei momenti in cui vuole attirare la mia attenzione -ora che ha smesso di infilare dita nottetempo nelle torte in consegna (no dai, l’ha fatto una sola volta e comunque lo fanno tutti con le torte decorate, anche gli adulti, anche ai matrimoni, come se dovessero controllare che sia vera: è incredibile!!!)- ruba pezzetti di pasta di zucchero e se la gusta il più rumorosamente possibile, in attesa del momento in cui scoppierà a ridere fragorosamente al mio puntuale urlo: “Basta!!!! Ti verrà il diabete!!!! E poi, soprattutto, mi serve!!!!”.

Quello che mi scioglie di LEI è il TATTO con il quale, da vera esperta qual è di torte (è naturalmente dotata in cucina, le sue manine sembrano create apposta per dividere il tuorlo dall’albume; io e lei invece dei cartoni guardiamo le torte su Google images come passatempo..) e personaggi, mi sottopone una problematica o mi fa un appunto (del tipo: “secondo me però topolino ha la faccia triste, dovresti farlo più felice”) per poi ricompensarmi a risultato ottenuto con un “nessuno è bravo a fare le torte come te!”.

Insomma, una specie di EQUILIBRIO l’abbiamo trovato… Tuttavia mi sento di dire che NO, decisamente NON SONO UNA MAMMA SPECIALE perché faccio le torte come il “Boss delle torte” (beh, insomma, quasi…).

La mia esperienza mi dice invece che noi mamme NON DOBBIAMO ESSERE BRAVE, è sufficiente che nelle nostre (e loro) mille avventure non smettiamo di metterci in discussione e di ASCOLTARE i nostri cuccioli o meglio quelle piccole persone che abbiamo il compito di accompagnare nella vita.

Penso che le mamme da favola non siano per forza quelle che decorano torte da favola, mettono in tavola cene da favola, arredano stanzette da favola, cuciono vestiti da favola, inventano giochi da favola e organizzano feste da favola: la FAVOLA è quando, davanti a un momento di coccole che hai ritagliato solo per lui (lei nel mio caso) nella tua giornata piena, tuo figlio/a ti capisce e ti accetta per quello che puoi fare, perché dopotutto sei stata in grado di comunicargli che SARÀ SEMPRE AL CENTRO DEL TUO UNIVERSO.

Per cui GRAZIE DAVVERO a chi mi fa i complimenti, grazie a chi pensa che sono brava, grazie a chi mi commissiona con fiducia la torta di compleanno per suo figlio, ma soprattutto grazie alle mie figlie che mi ADOLANO anche se, con ‘sta storia delle torte, (come direbbero loro se potessero rivolgersi a me con questi toni) HO ROTTO!!!!
​​
Mamma Maia,
Miss Torta Tortella

Ps. Per chi non fosse stato troppo scoraggiato da questo post, il prossimo sarà un tutorial per una creazione in pasta di zucchero!!!

20131127-123422.jpg