La vacanza con i bambini

Cosa significa fare una vacanza con i bambini? Tra le mille cose da portare e a cui pensare, riesce una povera mamma a godersela?

Vorrei tanto dirvi che una vacanza con i bambini è facile e che partire e fare i bagagli per due adulti e due pargoli di uno e due anni è una sciocchezza; vorrei farvi coraggio.
Ma niente, non ci riesco.

Di certo esistono robe più complesse per carità, io per esempio vivo col terrore il momento in cui uno dei due miei figli chiederà aiuto per un problema di matematica, ma organizzare una vacanza con due bimbi piccoli è un’impresa titanica (chi mi segue si ricorderà il mio gennaio a Parigi).

Dunque, esistono due tipi fondamentali di viaggio con neonati: casa al mare o villaggio turistico.
Le ho provate entrambe.
Di certo la seconda opzione è forse più semplice, se non altro perché non dovete portarvi dietro i 56.000 giochi dei pargoli e, se avete la formula all inclusive, non dovete cucinare, sparecchiare, pulire i chili di sabbia che i vostri figli trasportano. E queste sono conquiste non indifferenti, diciamocelo.

Stavolta mi ero ripromessa di non portare milioni di robe. Nonostante tutti i miei sforzi, però, le valigie erano quanto quelle della Ferragni che parte per la settimana della moda.
Cinque notti, sei giorni: cinque cambi per ognuno per la sera, sei cambi l’uno per il giorno; due pigiamini per i piccoli e poi gli asciugamani.
Una valigia grande per me e marito.
Una piccola per i bimbi.
Due per il mare.
Una per robe del bagno.
Una borsa frigo che per due ore di viaggio è stata riempita all’inverosimile.

La vita da villaggio la consiglio vivamente per chi ha bimbi, anche se miei figli hanno dato comunque il meglio di loro.
Rimarrà nella storia della nostra vita familiare il litigio dei due nani per un gelato: immaginatevi due bambini invasati che si picchiano e urlano come se non avessero mangiato da mesi. Centinaia di allegri vacanzieri, nel silenzio del villaggio, hanno potuto misurare il limite dei loro timpani grazie alle urla di Diego e Bea.
Abbiamo un video che testimonia l’accaduto. Abbiamo deciso di mostrarlo alla loro festa dei 18 anni, così, tanto per fargli provare la stessa mortificazione che abbiamo subìto noi.

Tralasciando questo e i diversi casini creati al ristorante dal duenne (vedi acqua rovesciata puntualmente sul piatto e carne galleggiante), la vacanza è stata bellissima… C’è da dire che comunque ai bimbi basta davvero poco per sorprendersi e noi con loro.

Un consiglio importante: ricordatevi sempre che più grande è la vostra borsa del mare, più roba cercherete di stiparci dentro. La mia borsa era tipo una valigia per un viaggio in transatlantico: asciugamani, braccioli, pistola ad acqua, merenda, acqua, creme solari, pannolini. Se avrete una borsa piccola sarete costrette a limitarvi.

Un aspetto da non sottovalutare, in vacanza, è comunque la presenza di altri bimbi con cui i vostri potranno fare comunella. Diego e Bea sono ancora molto piccoli per fare amicizia e sparire dalla nostra vista, ma hanno avuto la fortuna di trovare una bimba meravigliosa che ha praticamente fatto da babysitter. Grazie Viola, lo ricorderemo per sempre.

La vacanza in casa in affitto è decisamente più faticosa. Noi abbiamo preso una villa al mare per due mesi.
Sappiate che tenderete a portare pure il water da casa vostra. Vi dico solo che abbiamo dovuto pagare due trasportatori che con la loro Ape car hanno portato tutti i bagagli.

Solo metà spazio era per i bimbi. Scivolo, lettino da campeggio per il grande, lettino per la piccola, sediolone, tre contenitori di giochi, sponda letto per le volte che sarei stata sola la notte e i nani ne avrebbero approfittato. Già siete stanchi vero? Sì lo so.
La casa è casa. La devi pulire, curare, devi sistemare e cucinare.

La mattina, in genere, si va al mare.
Chi ha bimbi piccoli come i miei sa che ci vogliono tipo due ore per uscire (anche per gente super organizzata e pignola come me) e un’ora per tornare a casa (mezz’ora solo per convincerli a pulire i chili di sabbia che troverete anche il giorno della befana insieme agli aghi finti del vostro albero di Natale). Tempo stimato di permanenza al mare: un’ora scarsa; torni a casa che vuoi solo morire e giuri che non ci andrai mai più. Poi ci torni ogni mattina perché tanto l’alternativa è stare a casa con due bimbi isterici.
Finalmente pranzano e crollano, poi ricomincia tutto. Giro in bici, coloriamo, imbrattiamo muri che maledizione non sono nostri e come glielo dico alla padrona di casa, usciamo, giochiamo sul prato e ci facciamo mangiare vivi dalle zanzare.
Insomma una meraviglia.

E, ironia a parte, una meraviglia lo è davvero perché loro sono felici. E si sa che per una mamma è la cosa più importante.
Ma, chissà perché, mentre lo vivo aspetto con ansia quei bei pomeriggi novembrini in cui nonostante tutto sicuramente avrò nostalgia dell’estate e del sapore di sale (e sabbia, che i miei amati pargoli hanno messo nella mia bocca ogni volta che parlavo)