Vacanza: ecco perché non riesci a staccare la spina.

PERCHÉ CI SERVE ANDARE IN VACANZA?

Vacanza deriva dal termine latino “vacare” ossia essere vuoto, libero. Andare in vacanza significa avere uno spazio libero dagli impegni quotidiani e da poter dedicare al riposo.
Ne abbiamo periodicamente necessità, fisicamente ma anche, forse talvolta soprattutto, mentalmente.

Staccare la spina”, come si usa dire, ci permette di ricaricarci. Cambiare attività, passando dall’attività lavorativa alla “vita” vacanziera aiuta il nostro cervello a recuperare energie.
Questo ci dà modo di non “scoppiare”, prima o poi altrimenti il nostro corpo trova comunque il modo di “metterci a riposo” magari con uno stato influenzale!

 

PERCHÉ ALCUNE PERSONE NON RIESCONO MAI VERAMENTE A “STACCARE LA SPINA”?

Alcune di noi fanno un enorme fatica a distaccarsi dagli impegni quotidiani, finiscono per portarsi il lavoro anche in vacanza, rendendosi così la vita, se possibile, ancora più complicata, dovendo magari andare alla ricerca di una connessione per spedire materiali e rispettare scadenze mentre dovrebbero solo rilassarsi sotto l’ombrellone.
Questo ha diverse motivazioni:
PASSIONE: alcune hanno trasformato in professione la propria passione. Questo è un caso particolare, bello da un lato perché come ci insegna Confucio:

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita”.

Ok, se la nostra passione è anche il nostro mestiere la condizione è particolare, in un certo senso ci ricarichiamo facendolo per il piacere che ci dà la nostra attività in sé. Tuttavia, nel momento in cui trasformiamo una passione in professione ci saranno gioco-forza degli aspetti che non sono proprio appassionanti ma di cui ci dobbiamo ugualmente occupare dal momento in cui da “semplice” passione è diventata una professione. Da tutto questo è bene che impariamo a distaccarci, per ricaricarci davvero e non finire scoppiate.
DOVERE: alcune fanno fatica a staccarsi dagli impegni quotidiani per eccessivo senso del dovere. Si sentono in colpa se non fanno tutto quello che ritengono di dover fare. Il Signor “senso di colpa” è grande alleato nonché alimentatore del Signor “senso del dovere”. Sono due tipi da riconoscere perché la consapevolezza è l’arma migliore per stare alla larga da loro.
IDENTIFICARSI COL PROPRIO LAVORO: c’è chi, al di là che sia la loro vera passione o meno, si identifica con la propria attività lavorativa. In molte spesso diciamo sono+professione, anziché faccio+professione. Questa identificazione rende ovviamente molto problematico l’abbandono, seppure temporaneo, delle attività quotidiane professionali.
SENTIRSI PERSE: Alcune, pur non identificando se stesse con lo status professionale, riempiono però la loro vita con l’attività professionale al punto da sentirsi perse e andando in ansia quando ci sono dei periodi di ferie.

COSA FARE?

Se proprio non riusciamo a sospendere tutte le attività in ogni caso è davvero utile RALLENTARE.
Di grande aiuto farsi un buon planning che dà modo di PROGRAMMARE bene il prima, il durante e il dopo vacanza, così da non sentirsi perse, né in colpa per eventuali impegni non adempiuti.
CAMBIARE la CONVINZIONE LIMITANTE per la quale VACANZA è uguale a LUSSO. Non tanto e non solo nel senso economico della cosa. Proprio molte di noi sono portate a pensare che concedersi dei momenti di riposo, vuoti sia un lusso per poche persone perché non hanno il tempo di farlo, perché altrimenti non riescono a fare tutto ciò che devono fare.

Smettere di pensare alla vacanza come a un lusso, ci permette di accettare momenti di vuoto, di appropriarci di periodi, anche molto brevi magari, in cui sospendiamo gli impegni. Mentalmente più che fisicamente.

Perché se portiamo il nostro corpo in un luogo di villeggiatura ma la nostra mente è costantemente alla nostra attività professionale, quella vacanza sarà a dir poco controproducente.
Mi piace dire che, come molte altre cose:

LA VACANZA È UNO STATO MENTALE.

Tu riesci a “staccare la spina”?