In vacanza a Parigi… con la figlia!

La prima vacanza da sola con mia figlia ha significato una complicità tra donne finalmente sullo stesso piano

Ciao a tutte!
Avete mai desiderato qualcosa per tanto tempo e poi…? Poi altre scelte, imprevisti, casini e il desiderio viene messo in angolino…

Ebbene, quest’anno un sogno che avevo accarezzato per anni si è avverato!
L’ultima volta che ero stata a Parigi era stato nel 2003 con tutta la famiglia, ma non era stato molto piacevole perché Alessandra non aveva gradito il soggiorno fuori casa (tranne la giornata trascorsa a Disneyland, chissà perché ^^’).

Ovviamente non ci siamo più mossi da casa però, dentro di me, speravo di tornarci ancora con mio marito per festeggiare il mio compleanno speciale: i 70 anni. Purtroppo non è stato possibile ma… le vie del Signore sono infinite (come diceva nonna Ninetta): Francesca e Tiziano mi hanno regalato una settimana proprio a… Parigi!!! E così, Francesca ed io siamo partite rassicurate dal fatto che Tiziano si sarebbe preso cura di Ale insieme ai bambini.

vacanza mamma e figlia. Parigi

Ero molto indecisa perché sarebbe stato il mio “compleanno speciale” senza Walter, ma “la Fra”, che in quanto a perseveranza e testardaggine non ha niente da invidiare a suo padre, mi ha convinta!

Avevo già visto Parigi altre volte, avevo visitato i più famosi musei e monumenti e passeggiato sugli Champs-Elysées, ma questa volta ho assaporato l’aria di Parigi nella sua quotidianità.

Ogni mattina colazione in un posto diverso, primo fra tutti quella meraviglia che è Ladurée, dove non si prende caffè e cornetto come in Italia: lì la colazione “si assapora” non solo per la qualità e la varietà di ciò che viene servito, ma soprattutto perché viene spontaneo rimanere tranquillamente seduti a conversare come se non ci fossero altre cose da vedere, da fare, come se il tempo si dilatasse…

vacanza mamma e figlia. Colazione a Ladurée

Contrariamente alle altre volte, abbiamo preso la metropolitana solo quando era necessario: è molto più piacevole camminare chiacchierando fino a raggiungere la meta prefissata!
Eravamo in un albergo in rue Pigalle e allora perché non arrivare a piedi all’ Opera Garnier e poi alla Madeleine e ai Grands Boulevards?! Inutile dire che, arrivate al Boulevard Haussman, non potevamo non andare alle Galeries Lafayette o a Printemps! Abbiamo fatto una scorta di spezie strane, tisane e tè particolari che ci dureranno fino alla prossima volta!

vacanza mamma e figlia. Notre Dame

Poi avevo sempre avuto il desiderio di visitare il famoso cimitero di Père-Lachaise, ma c’erano state sempre cose più importanti e più belle da vedere e quindi avevo mio malgrado rinunciato… questa volta, invece, grazie al libro di Corrado Augias “I segreti di Parigi“, che Tiziano mi ha consigliato di leggere prima di partire, ci siamo decise a visitarlo perché mi incuriosivano la tomba di Abelardo ed Eloise, definiti amanti immortali già nella piantina all’ingresso, e quella di Victor Noir, giornalista ventiduenne fatto uccidere da Pierre Bonaparte, diventata famosa perché l’autore della statua bronzea adagiata sulla lapide aveva messo un po’ troppo in evidenza una certa parte anatomica che i francesi, ma non solo loro, hanno preso come talismano.

vacanza mamma e figlia. Tomba di Victor Noir al Pére-Lachaise

Ignare di quello che ci aspettava, noi tapine non abbiamo messo calzature adatte ad una scarpinata in salita su mulattiere: i sampietrini di Roma sono un tappeto, al confronto! La bellissima tomba di Abelardo ed Eloise l’abbiamo trovata facilmente, ma quella di Victor Noir…dopo quasi due ore di consultazione di Google Map e l’aiuto di un gentilissimo francese ci siamo arrivate!
Ah, dimenticavo: abbiamo visto anche quella di Jim Morrison, dove si respirava una sana aria di…”erba“!!! Qualcuno, per devozione, aveva anche lasciato una bottiglia (quasi piena) di whisky.
Inutile dire che, al ritorno, i nostri piedi andavano avanti per inerzia!

vacanza mamma e figlia. Montmartre

A parte tutto quello che abbiamo fatto e visto, il fatto di essere insieme noi due da sole senza il resto della famiglia, ha provocato con naturalezza l’assenza di ruoli: non eravamo più madre e figlia, ma due donne che finalmente si trovavano sullo stesso piano, ci sentivamo vicine in modo diverso, quasi complici nelle scelte che facevamo!
Ci siamo divertite a provare rossetti e ombretti da Sephora come se stessimo giocando, come di solito fanno le bambine quando la mamma non c’è!

vacanza mamma e figlia. la tour Eiffel

Per poter girare per Parigi tranquillamente, abbiamo fatto l’abbonamento settimanale per i mezzi pubblici: la Paris visit, che, ovviamente va obliterata ogni volta e allora abbiamo cominciato a fare la parodia di Verdone con la nonna: “apri la borsa, prendi il biglietto, riponi il biglietto, richiudi la borsa” per decine di volte. Poi, per ovvi motivi di sicurezza, a parte le centinaia di militari armati di mitra incontrati dovunque, in tutti i negozi e locali pubblici c’è il controllo delle borse e anche lì “apri la borsa, chiudi la borsa…”, ma nonostante ciò non ci siamo fatte mancare due o tre visite al Forum des Halles, che è il più grande bazar organizzato di Parigi: cosa si può desiderare di più per due “ragazze” senza obblighi di rientro e senza condizionamenti di sorta? Desiderio di un buon caffè all’italiana (quasi), per esempio?… da Starbucks, naturalmente! [N.B. Francesca, quando aprirà a Milano, fai la scorta anche per me delle capsule che abbiamo comprato lì, sono veramente ottime!]

vacanza mamma e figlia. un caffè da Starbucks

E che dire della squisita cena ivoriana al ristorante di Diego e Angele, vicini di casa di Fra in Costa d’Avorio? È stato commovente vedere la gioia di Angele quando l’ha riabbracciata dopo due anni e poi finalmente ho potuto assaggiare i piatti di cui la Fra mi aveva parlato tanto!

vacanza mamma e figlia. l'alloco di Angele

Unica nota negativa: mentre andavamo in aeroporto per il rientro in Italia mi hanno rubato il portafoglio (e non avete idea del delirio: c’erano dentro tutti i documenti!!!) ^^’… comunque la settimana è stata meravigliosa e non ringrazierò mai abbastanza Francesca e Tiziano per avermela regalata.
Vi voglio un mondo di bene, ragazzi!