Le vacanze ai tempi della paternità

Se l’idea di un viaggio avventuroso in giro per il mondo oggi vi fa accapponare la pelle, non siete invecchiati precocemente: sono solo “le vacanze ai tempi della paternità”!

Boom: è cambiato pure il senso delle vacanze! Giunto alla mia seconda estate da papà, prendo atto di quello che, probabilmente, sarà il trend del prossimo decennio abbondante. Nulla a che vedere con le ferie di qualche anno fa: queste sono le ferie ai tempi della paternità!

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Una volta i mesi lavorativi costituivano l’intermezzo necessario per creare i presupposti delle vacanze. I viaggi che facevo nei weekend e d’estate rappresentavano invece la vera vita, l’occasione per conoscere e scoprire il mondo e fare le esperienze davvero memorabili. Passavano magari sette, otto, dieci mesi ma alla fine si partiva e… si viveva.

Ora, sono giunto alle vacanze estive dopo che da settembre non abbiamo fatto neppure un weekend in posti tipo Pomezia o Vetralla (altro che Londra, Parigi, New York!) e il massimo della trasgressione è stato andarci a vedere un film della Pixar il giorno del nostro anniversario, alle tre di pomeriggio.

Il solo pensiero che la partenza estiva possa significare “finalmente vivere l’esperienza davvero memorabile” mi fa accapponare la pelle dalla stanchezza.

L’obiettivo ultimo di questa vacanza è piuttosto fingermi morto il più possibile, spiaggiarmi come un’otaria, augurarmi che il bambino non ci scateni addosso nella loro interezza i suoi poderosi “terrible two” (l’età del capriccio spaziale fotonico) e tornare tutti in città il più interi possibile.

A vivere la vita vera: ormai la vita vera è nei restanti undici mesi, in casa, dove Chicco sta iniziando a tirar fuori quotidianamente capolavori come “duo” (“due”), “bia bia bia” (“basta, andiamo via”), “ao” (“ciao”) e ogni singola nuova parola vale da sola come un biglietto A/R per Bangkok.

Mai, mai come adesso ho avuto bisogno di vacanza; mai per i motivi di oggi.

Buone “vacanze ai tempi della paternità” a tutti. Ora vi saluto, devo verificare che Francesco non stia ingurgitando anche dei granchi, insieme alla sabbia.