Vacanze in due, vacanze in quattro

Io e mio marito ci siamo conosciuti quando ancora eravamo studenti fuori sede, aggiungo spiantatissimi. A Natale, Pasqua e in estate si tornava a casa dai familiari. Logico, no? Poi con i primi lavori e i primi stipendi abbiamo iniziato a fare vacanze molto (moltissimo) low cost. Più che vere vacanze erano gitarelle di un paio di giorni, tre a esagerare. Io ero diventata l’esperta delle tariffe scontate di Trenitalia per Austria e Germania. Ai tempi, l’offerta era “vai in Germania-Austria-Svizzera a partire da 19 euro”; chiaramente non ci interessava se il treno partiva poco prima della mezzanotte e si arrivava a destinazione alle sette del mattino. L’importante era partire, arrivare, lasciare gli zaini in hotel e andare ad addentare qualcosa. Trovare una doppia a prezzo conveniente era semplicissimo, anche perchè spesso, prenotando “oggi per domani” i prezzi erano convenientissimi. Poi in estate ci permettevamo una settimana o due per fatti nostri (perchè comunque la tappa dai parenti ci toccava). Abbiamo organizzato le vacanze on the road senza prenotare nessun hotel in anticipo. Per risparmiare abbiamo organizzato voli in cui per andare da A a B passavamo da C, D e qualche volta anche da E e non sto parlando di voli intercontinentali dove spesso lo scalo è dovuto, ma di un semplicissimo volo Bologna – Londra (via Dublino e Shannon).

Poi, un bel giorno, siamo diventati genitori.

Passare da due a quattro ha significato principalmente due cose: più costi e meno improvvisazione. Con questo non dico che non si trovino offerte o che non si possa decidere di andare via all’ultimo momento, dico semplicemente che in molte occasioni la componente “fortuna” gioca un ruolo fondamentale.

Fino a che avevamo un figlio “infant” è andato tutto liscio: in aereo pagavamo solo noi genitori, negli hotel si poteva richiedere la culla gratuitamente o con un costo minimo, idem nei villaggi. E comunque una camera doppia la si trova sempre. In aereo caricavamo passeggino con ovetto annesso e via.

Superati i due anni e aggiungendo un figlio, le cose si sono complicate: l’aereo si paga, negli hotel il terzo letto si paga anche se in alcuni casi “Tutti bambini di età inferiore a tot anni soggiornano gratuitamente (pernottando nei letti presenti)”. Gioia e gaudio tranne che per noi visto che abbiamo la prole contraria al co-sleeping. Noi abbiamo risolto comprando un lettino da viaggio che si apre in due secondi e si richiude in due minuti, si chiama Ekko e ne esistono due misure (io ho comprato quello più grande che continuo ad usare all’occorrenza). La cosa positiva è che chiuso occupa pochissimo spazio, non pesa nulla e lo si trasporta come se fosse una borsa; in questi anni lo abbiamo strausato e ho ampiamente ammortizzato il costo. Lo teniamo fisso in macchina, ma può tranquillamente passare come bagaglio a mano o si può mettere in valigia. In questo modo riusciamo a risparmiare sul quarto letto (prima sul terzo) e, soprattutto, possiamo cercare di prenotare delle triple che sono molto più semplici da trovare rispetto alle quadruple.

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Prima la scelta dell’aereo dipendeva tutta dal prezzo del biglietto. Chi se ne fregava se partiva ad un orario indecente, chi se ne fregava se dovevamo trascorrere la notte in aeroporto, chi se ne fregava del bagaglio. Adesso l’aereo lo scegliamo in base all’orario di partenza e se ci tocca il charter all’alba o pernottiamo in un hotel in zona aeroporto o partiamo mentre loro dormono: fatto sta che una notte in un aeroporto semivuoto e dove tutto è chiuso non ci passa neppure nell’anticamera del cervello. Se prima si viaggiava con solo il bagaglio a mano, ora abbiamo il bagaglio a mano triplicato e due bagagli da mettere in stiva; perchè quando hai un figlio sotto l’anno e non stai andando proprio in zone “occidentalizzate” una valigia la occupi solo di pannolini, prodotti per l’igiene, farmaci e alimentari, un’altra di vestitini con mille e più cambi. I due cambi dei genitori possono essere tranquillamente appallottolati e messi tra un vasetto di omogeneizzato e l’altro per non farli sbattere.

Un altro costo aggiuntivo che, a mio avviso è vergognoso, è il prezzo dei seggiolini dell’autonoleggio. Vi è mai capitato? Del tipo che viene voglia di comprare due seggiolini nuovi prima di salire sulla macchina noleggiata e poi buttarli via prima di restituirla: costerebbe di meno. Mi sembra assurdo dover pagare così tanto per un “optional” che è obbligatorio per legge.

Anche le destinazioni vengono scelte in base alle esigenze dei bambini. Quindi se in viaggio di nozze ho preteso il villaggio dove i bambini erano banditi, ora vado a cercare quello che ha un buon baby club; se prima stavamo stesi a guardare il paesaggio mozzafiato delle Cliffs of Moher, ora cerchiamo un posto sicuro dove i bambini possono correre e giocare senza rischi.

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Devo dire che man mano che i bambini crescono tutto diventa più semplice. Ci si ferma a mangiare dove si vuole, non che prima ci ponessimo problemi, ma c’era sempre il pensiero dell’acqua calda per riscaldare le pappette o il latte, ora è una pacchia. L’eliminazione del passeggino dà un certo senso di libertà e si evita di perdere tempo cercando un ascensore, trovarlo per poi aspettarlo per minuti interminabili e per poi scoprire che ogni volta che si ferma al tuo piano è pieno zeppo di altre mamme con altri passeggini. Arriverà anche il tempo in cui non avremo bisogno del seggiolino, per quanto mi riguarda (almeno) sei anni o qualche decina di centimetri. E qualcosa mi dice che arrivati a quel punto, o comunque dopo pochi anni, non vorranno più saperne di venire in vacanza con noi.