Vendo buoni propositi del 2015 mai usati

A volte quello che ci si prefigge non va sempre esattamente come lo si aveva previsto.

Gennaio un po’ come settembre è sempre stato un buon mese per stilare una classifica dei buoni propositi. Rilassati in vacanza; e diciamocelo, un po’ anche con la pancia piena, viene più facile elencare mentalmente i desiderata per l’anno in arrivo.

Oscar Wilde diceva: “i buoni propositi sono inutili tentativi di interferire con le leggi scientifiche”.

Potete chiamarle leggi scientifiche, fato, destino, o serie di cause e conseguenze; il fatto è che a volte quello che ci si prefigge non va sempre esattamente come lo si aveva previsto.

E’ successo anche a me. Proprio in un freddo gennaio di tre anni fa. La mia vita, così come l’avevo costruita fino a quel momento ha iniziato a scricchiolare pericolosamente. E quelle che sembravano delle ottime premesse per l’anno nuovo: ricominciare la palestra (perché c’è sempre un ricominciare la palestra), prendermi più tempo per me, aprire una mia attività, comprare casa; sono diventate tutto ad un tratto insignificanti.

Quando affronti un periodo difficile ti sembra che tutto il resto debba passare in secondo piano. Il pericoloso rischio è che così facendo si finisca in una spirale di negatività e pessimismo.

Non ti preoccupare

A gennaio 2015 io e il padre di mio figlio Massimo abbiamo deciso di intraprendere strade separate. Si, ci siamo separati… sdoganiamola questa parola!

Lo scenario prospettatomi dalle mie amiche, dai miei conoscenti persino dai vicini di casa sembrava apocalittico.

E ora? Lo sai che ti devi reinventare?? Alla tua età!!! (N.d.A. Queste amiche sono state bannate per sempre). E un figlio da sola? Come lo gestisci? Non sai che salti mortali!! (N.d.A. Perché ora che faccio? I salti mortali si fanno anche in due). E la tua famiglia che dice?  Ma lo sai che ora discuterete sempre e comunque, per ogni cosa??!!

Sono stata letteralmente investita da una raffica di domande e di consigli terrorizzanti e soprattutto non richiesti.

Allora ho fatto una cosa.

Mi sono fermata.

E vi assicuro, e chi mi conosce lo sa, che fermarmi è davvero difficile.

Un giorno mi sono fermata, uno di quei giorni di silenzio in cui riscopri il ritmo del tuo respiro perché tuo figlio è a casa del suo papà e ondeggi pericolosamente tra la tristezza e l’euforia del momento. Mi sono messa a osservare un piccolo quadro che avevo deciso di regalare a me e Massimo. Ho preso la mia agenda e ho ricominciato a stilare un elenco dei “cosa vorrei” e soprattutto dei “come vorrei che fosse”.

Voglio per noi

Ne è uscita una mia personale filosofia di vita, banale forse, sicuramente non per tutti e non di facile applicazione. Ma un buon punto di inizio per un “nuovo inizio”.

Buoni propositi

Perchè non ho tempo da perdere. Non ho voglia di “ammalarmi” di astio, risentimento. Non ho tempo per portare avanti guerre, non ho tempo per deprimermi. Voglio vivere, vivere la mia vita al meglio, donare momenti di qualità a mio figlio, insegnargli che una famiglia è una famiglia nonostante ci siano due case e che questa famiglia al momento include noi tre e il gatto. Voglio insegnargli il rispetto, la collaborazione. Voglio potermi svegliare orgogliosa del mio operato, orgogliosa di come stiamo crescendo. Voglio poter portare avanti i miei progetti.
O almeno vorrei… perchè si sa.. poi i piani…boh!

E così il mio anno 2015 è iniziato con un grande sorriso… perché sorriso chiama sorriso.

Come diceva un tale famoso… chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza.

E’ passato un po’ di tempo, ma come sta andando ve lo racconto la prossima volta. Devo farne di strada, bimba!

Restart