Il viaggio (dis)organizzato: i pacchetti turistici

Sono ormai lontani i tempi in cui la quasi totalità del viaggiatori si rivolgeva ad un’agenzia viaggi per l’organizzazione e l’acquisto di un pacchetto turistico tutto-compreso.
Attualmente, nella maggior parte dei casi, si sceglie online un pacchetto personalizzato e customizzato sulle proprie esigenze magari abbinando volo aereo e prenotazione alberghiera.

In queste ipotesi, come tutelarsi?

Il codice del consumo (dlg.s 206/05) prevedeva al Capo II “servizi turistici” la disciplina del pacchetto turistico che e’ il pacchetto nato dalla combinazione di almeno due elementi tra trasporto, alloggio e altri servizi non accessori ai primi due (e della durata non inferiore alle 24 ore).
Tale normativa e’ stata successivamente modificata dal dlg.s 79/2011 cd. “Codice del Turismo” (si pensi che la prima Direttiva europea sul tema risale al 1990 e da allora molti aspetti sono cambiati fino alle ultime proposte della Commissione del 2013).

Vediamo alcune delle regole fondamentali che ha introdotto il legislatore: il diritto all’informazione fornita per iscritto e prima dell’inizio del viaggio, il diritto al risarcimento del danno morale quando la vacanza non e’ all’altezza delle aspettative (cd. “Danno da vacanza rovinata” che fino al 2011 era stato solo oggetto di definizione giurisprudenziale e non legislativa), controlli piu’ rigidi sugli aumenti di prezzo e obbligo di applicazione al cliente delle riduzioni dello stesso.

Ad esempio la revisione del prezzo non puo’ eccedere il 10% del costo originario ed in questo caso si puo’ recedere dal contratto ottenendo il rimborso di quanto versato.

Le informazioni riportate sui cataloghi e i depliant sono vincolanti per il tour operator; nel caso di recesso: se questo e’ ingiustificato (ragioni imputabili al viaggiatore) il tour operator potra’ trattenere la caparra o se il pagamento e’ già’ avvenuto la cifra prevista nel contratto.
Nel caso invece di recesso giustificato per cause non imputabili al consumatore e’ previsto il diritto al rimborso dell’intera cifra pagata.

In caso di significative modifiche delle condizioni contrattuali l’organizzatore deve darne avviso immediato al consumatore in forma scritta il quale entro 2 giorni dalla ricezione può non accettare la modifica e recedere dal contratto senza penali.
Nell’ipotesi di recesso per aumento del prezzo sopra il 10% o per modifiche non accettate il consumatore può’ scegliere un altro pacchetto turistico equivalente o superiore senza supplemento di prezzo (o anche inferiore con rimborso della differenza) o il rimborso entro 7 giorni di quanto pagato fatto salvo il risarcimento dei danni.

Se dopo la partenza una parte essenziale dei servizi non può più essere effettuata l’organizzatore deve proporre soluzioni alternative oppure provvedere al rimborso fatto salvo anche in questo caso il risarcimento dei danni.
Eventuali reclami possono proporsi sia sul luogo della villeggiatura che entro 10 giorni dalla data del rientro. Il decorso di tale termine non impedisce di rivolgersi in ogni caso al giudice per il risarcimento fornendo la prova della gravita’ del danno patrimoniale subito e dell’inadempimento.

Il turista che invece organizza le vacanze da solo (e quindi non acquista un pacchetto turistico nella accezione suddetta) non gode dell’applicazione di queste norme ma puo’ far valere le norme UE sulla tutela dei consumatori e sui diritti dei passeggeri nonche’ quelle generali per inadempimento contrattuale previste dal nostro codice civile.

Ricapitolando ecco alcuni semplici consigli:

– conoscere sempre i propri diritti leggendo attentamente le condizioni di viaggio e chiedendo ulteriori chiarimenti al tour operator o all’intermediario (agenzia viaggi),
– essere tempestivi nella segnalazione dei disservizi (e nel successivo reclamo) assicurandosi prontamente la prova degli stessi (es. tramite foto, video etc),
– contattare le associazioni dei consumatori in caso di difficolta’.

Buon Viaggio!!!