Afroitalian educazione ai sentimenti

La diversa educazione ai sentimenti e all’espressione di sè per un bambino un po’ senegalese e un po’ italiano che si confronta coi grandi

Qualche giorno fa, ascoltando dalla cucina una discussione tra mio figlio afroitalian e sua nonna senegalese, mi sono resa conto di quanta differenza ci sia tra l’educazione che ha ricevuto suo papà (senegalese) e quella che riceve lui.

Lui voleva una cosa che la nonna gli negava.

Lui portava le sue ragioni, ragioni da bambino, ma con una certa ragionevolezza.

Lei c’è stata per qualche attimo, poi non riuscendo ad ottenere obbedienza, quasi subito esasperata, gli ha detto “ci sono cose che i bambini devono accettare e basta, quando i grandi decidono e con questo ha chiuso il discorso.

Poco prima lui era venuto da me a chiedere consiglio. L’avevo incoraggiato ad andare dalla nonna e a parlare con lei e lui mi aveva detto: “se tutti e due portiamo delle ragioni valide, c’è sempre la possibilità di fare uno spareggio, voglio proporglielo“.

Lui si poneva sullo stesso piano della nonna, dei grandi. E’ abituato così, gli viene naturale, così come succede alla maggior parte dei suoi amici – ha delle regole da rispettare, sia a casa che a scuola, ma l’apertura al dialogo e la valorizzazione delle istanze dei bambini è, a mio parere, una grande conquista della mia generazione.

La nonna senegalese ha un’impostazione molto diversa. La parità si conquista con fatica e con l’età, e non si arriva mai, tra genitori e figli, ad essere davvero pari. Il rispetto, quella cosa di cui tantissimi africani si riempiono continuamente la bocca, fin troppo spesso è confuso inconsapevolmente con il potere.

Del resto, in qualche modo, anche la generazione dei miei genitori italiani la pensava così e io sono stata educata a restare su un piano diverso dal loro. A restare al mio posto.

Questo tipo di scelta educativa influisce molto sulla libertà che ci concediamo nell’esprimere i sentimenti.

Io desidero che mio figlio si senta libero di esprimersi. Sono sicura che anche le sue due nonne, italiana e senegalese, in cuor loro lo desiderano, ma ritengono prioritario insegnargli un ruolo e insegnargli qualche volta a reprimere i suoi sentimenti in nome di quel ruolo, e così a conquistarsi la libertà di esprimersi.

Tutti speriamo che lui cresca sereno e sicuro di sé.

Io so per esperienza, per studio e per professione che dare fiducia, accogliere, ascoltare sono una strada che dà maggiori garanzie in questo senso.

 

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