Allergia. Tutto ciò che c’è da sapere

L’allergia accompagna la vita di tante persone. Vediamo di cosa si tratta, quali sono i sintomi, i tipi di terapia e le buone abitudini da adottare

Cos’è l’allergia e come si manifesta

Di allergia si parla tantissimo, talvolta anche impropriamente riferendosi invece a delle intolleranze. Il motivo per cui se ne parla tanto è che si tratta di una malattia eterogenea, complessa, difficile da interpretare perché può essere causata da tanti fattori e può manifestarsi in tanti modi diversi.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

L’allergia si divide in tre gruppi principali:

  • allergia da inalanti;
  • allergia da alimenti;
  • allergia da contatto.

Le manifestazioni cliniche possono anch’esse essere di tipo diverso:

  • gastroenterico (ad es. diarrea, dolori addominali, pesantezza di stomaco, crampi o flatulenza;
  • neurologico (cefalea);
  • cutaneo (eruzione cutanea puntiforme o orticarioide e generalmente prurito);
  • respiratorio (asma, o difficoltà respiratorie minori con irritazioni della mucosa nasale);
  • neurovegetativo (nausea, palpitazioni, vertigini…)

 

Le indagini diagnostiche e le tipologie di terapia

Mentre per le intolleranze le uniche validate riguardano l’intolleranza al lattosio che si diagnostica facilmente con un test del respiro e quella al glutine, la celiachia, il cui percorso diagnostico è più complesso e deve terminare con una endoscopia.

Le allergie dicevamo invece si diagnosticano con test cutanei e test ematici ripetibili e verificabili.

La terapia principale consiste nell’evitare la sostanza scatenante ed eventuali sostanze che possono somigliarle, cosiddette cross-reagenti. Poi esistono farmaci di varia natura che servono a modulare la risposta immunitaria.

 

Ma nel momento in cui avviene la prima manifestazione cosa fare?

Intanto dipende dal tipo e dall’entità della manifestazione. In caso di difficoltà respiratorie maggiori (asma) è necessario rivolgersi al primo punto medico disponibile nel più breve tempo possibile.

Altrimenti è comunque bene rivolgersi al proprio medico di famiglia che indicherà l’approccio diagnostico e terapeutico più appropriati.

Certamente è sempre bene utilizzare un abbigliamento leggero, con tessuti e colori naturali.

Nel caso di manifestazione cutanea è bene fare dei bagni con acqua tiepida utilizzando bicarbonato o amido di mais.

Anche l’alimentazione richiede una qualche attenzione evitando gli alimenti che facilitano la liberazione di istamina, quali: cioccolato/cacao, caffè; fragola, banana, ananas, papaya, agrumi (arance, pompelmi…), kiwi, lampone, pera, avocado; molluschi e crostacei. Noci, nocciole, mandorle e anacardi. Albume d’uovo. Carne di maiale.

L’allergia quindi è una malattia multiforme sia nelle manifestazioni che nella gravità delle singole manifestazioni.

La diagnosi deve essere guidata da un medico e non può essere autogestita.

Così come non può essere autogestita la terapia che può andare dalla semplice esclusione dell’allergene al cortisone, fino all’adrenalina.

La manifestazione più grave dell’allergia è lo shock anafilattico la cui pericolosità giustifica l’attivazione immediata dei servizi di emergenza medica.

 

Decalogo base dell’allergia

Posto tutto quanto detto sopra, alcuni gesti di buon senso possono però senz’altro aiutarci ad evitare fastidiose reazioni.

  • Mantenere la casa al giusto grado di umidità. Per un clima abitativo sano e confortevole, a una temperatura di circa 21 gradi, il tasso di umidità dovrebbe oscillare tra il 40 e il 60%.
  • Evitare sbalzi di temperatura.
  • Evitare tessuti fermi in casa come tappeti e tendaggi o trattarli periodicamente con prodotti antiacaro.
  • Far arieggiare almeno 30 minuti al giorno la propria abitazione.
  • Evitare i cibi istaminoliberatori.
  • Utilizzare tessuti naturali con colorazioni chiare.
  • Evitare cosmetici e bigiotteria di bassa qualità o dubbia provenienza
  • Tenere un diario degli episodi di allergia indicando le sostanze con cui si è venuti a contatto
  • Rivolgersi al proprio medico curante in caso di dubbi.
  • Assumere la terapia prescritta evitando l’autogestione perché le conseguenze possono essere anche molto gravi.

 

Dott.ssa Ombretta Papa
MEDICO CHIRURGO
Via di Villa Severini, 54 Roma

Condividi su: Facebook Whatsapp Twitter