PARTE SECONDA: la prima parte la potete trovare qui

Più il viaggio è lungo, più è necessario partire con largo anticipo nell’organizzazione, soprattutto per risparmiare.

La spesa più grossa è senza dubbio quella del volo. Solo Alitalia vola diretta da Roma a Detroit e i costi per quattro passeggeri sono improponibili.

Inizialmente avevo pensato di volare su New York e noleggiare l’auto ma in questo caso mi sarei mangiata quasi una settimana nello spostamento On The road.

Ho iniziato quindi a monitorare le offerte su Toronto che ha un grande aeroporto internazionale e che dista un’ora e mezza dal confine con Michigan e circa due ore da Detroit.

Ogni grande città europea ha un volo diretto per Toronto, l’Air Canada ha anche un paio di voli diretti da Malpensa che spesso sono in offerta. A me in soccorso è venuta l’Airitaly che proprio a maggio ha inaugurato la tratta diretta Milano Toronto, con buone tariffe, persino un po’ scontate per i bambini.

Per entrare in Canada è necessaria l’autorizzazione di viaggio elettronica che si chiama eTA, da non confondere con l’ESTA che è l’autorizzazione che serve per volare sugli Stati Uniti e che è necessaria anche solo se si effettua uno scalo in aeroporto statunitense.

Nel nostro caso invece, poiché gli Stati Uniti li raggiungevamo via terra, l’Esta non è stato necessario. (In rete si trova chi consiglia di fare comunque l’Esta, per la mia esperienza l’Esta non è necessaria: i miei figli e mio marito avevano l’Esta ancora valido dall’ultimo viaggio, io no poiché ho rinnovato il passaporto, non c’è stata differenza “di trattamento” alcuna tranne un veloce dichiarazione che ho dovuto compilare).

L’eTA si compila on line e normalmente in pochi minuti vi arriverà nella casella email l’autorizzazione ad entrare in Canada. Non è necessario stampare né portare con sé nulla, ma ricordatevi che senza ETa valido sull’aereo non ci salite.

I controlli una volta arrivati in Canada sono tutto sommato veloci soprattutto se confrontati con quelli degli aeroporti USA.

L’auto l’avevamo già noleggiata on line, è importante assicurarsi di poter attraversare la frontiera, di essere a posto con le assicurazioni sia Canadesi che Statunitensi.

Capitolo seggiolino auto: noi abbiamo portato con noi questi, dopo essermi consigliata con mia cugina, utili anche per gli spostamenti con Lyft (un’app tipo Uber ma che preferisco) ma i miei bimbi sono grandi abbastanza per le alzatine.

Da un punto di vista squisitamente legale, essendo omologate CE, non andavano bene né in Canada né in Usa, ma anche ciò che è omologato in Canada non sempre va bene in Usa. Le opzioni per i bimbi più piccoli sono quindi tre:

Noleggiare insieme all’auto: per due bambini si rischia di pagare più di seggiolini che di auto ma almeno siete sicuri di avere un prodotto omologato, perlomeno nello Stato in cui noleggiate

Portare dall’Italia: le compagnie aeree normalmente imbarcano gratuitamente i seggiolini auto ma può essere scomodo avere anche due seggiolini oltre ai bagagli, soprattutto se l’auto ad un certo punto non vi serve più, senza contare che comunque non saranno seggiolini omologati in Usa, quindi legalmente potrebbero farvi storie comunque in caso di controlli

Comprare nel primo Walmart che trovate due seggiolini, a pochi dollari. Molti scelgono questa strada, sicuramente più conveniente che noleggiare. Resta il fatto che se poi ve li riportate a casa non sono seggiolini omologati per l’Europa e il problema logistico di due seggiolini da portarvi in giro resta (nota a margine: i Walmart amatissimi da noi turisti in realtà sono boicottati da molti americani compresi i miei famigliari a causa delle politiche tremende che hanno con i dipendenti e con i lavoratori)

La soluzione perfetta per i seggiolini auto quindi non esiste, ognuno può fare le sue valutazioni, certamente ricordate che al primo posto ci deve essere la sicurezza dei vostri bambini, il resto viene dopo.

La prima notte l’abbiamo trascorsa in un hotel zona Aeroporto, come ci aspettavamo tra volo in ritardo, riconsegna bagagli, dogana e ritiro auto alla fine abbiamo lasciato l’aeroporto a sera inoltrata, per fortuna avevamo scelto di affrontare il viaggio verso Detroit il giorno seguente.

Non è un periodo storico particolarmente felice per attraversare frontiere e infatti passare la frontiera tra Canada e Stati Uniti è stato particolarmente lungo.

Chi non ha passaporto Canadese o Statunitense viene gentilmente fatto accostare e accompagnato in un ufficio, dove con ferma gentilezza e dopo una lunga attesa, vengono prese impronte digitali, fatte le domande di rito (perché siete qui, quando ripartite, dove andate e dove starete) e fatto pagare un ingresso di 6 dollari a persona. Tra code varie e attese un paio d’ore alla frontiera le abbiamo passate.

(Fare invece il rientro in Canada è stato invece veloce e indolore, nonostante fossi preoccupata di dover passare altre due ore alla frontiera).

Se per muovervi avete anche voi abbandonato da tempo le cartine cartacee e vi affidate ormai al navigatore, potete o noleggiarlo insieme all’auto (vale sempre il discorso del costo alto) oppure potete usare il vostro telefonino anche se offline, scaricandovi le mappe prima, anche google maps lo permette da qualche tempo. Questo discorso si collega al discorso dei costi telefonici.

Una volta era conveniente comprare una Sim Usa, ci sono delle compagnie telefoniche che fanno dei pacchetti turistici, so che alcuni se le procurano su Amazon prima di partire per essere subito connessi appena atterrati. In realtà credo che ormai le compagnie telefoniche italiane principali (le low cost no) abbiano dei piani tariffari relativamente convenienti soprattutto per i viaggi di media durata, noi abbiamo usato l’offerta Tim (che con 20 euro dava 10 giga più un numero altissimo di minuti di telefonate) ad oggi la più conveniente e con i giga inclusi abbiamo usato tranquillamente google maps on line.

Io invece mi ero ripromessa di attivare l’offerta Vodafone una volta arrivata, ma invece ho scoperto che offline si sta benissimo e che mi bastava qualche wifi ogni tanto. Un telefono connesso è più che sufficiente, no?

Quindi ricapitolando : frontiera passata, navigatore impostato, il viaggio può davvero iniziare!

Terzo capitolo, Detroit