trent’anni (e poco più) posso fare qualche bilancio sui miei traguardi raggiunti.

Ho trovato il compagno della mia vita che è diventato mio marito, sono diventata madre e ho anche un lavoro a cui tengo.

Ho studiato ciò che mi piaceva anche se poi il mondo del lavoro mi ha portata da tutt’altra parte. Le mie esperienze lavorative mi hanno dato tanto e mi hanno resa sicura delle mie capacità. In questi anni mi sono portata dietro anche tutte le mie amiche e me ne sono fatta di nuove, ricchezza rara che mi terrò ben stretta. Posso contare su di loro e quando ci ritroviamo dopo tanto tempo non ci accorgiamo del tempo trascorso nel mezzo, sentirsi circondata da persone che mi vogliono bene è impagabile.

Questi sono gli obiettivi che mi ero posta anni fa: amore, famiglia, amicizia, lavoro. Sono punti saldi nella mia vita, eppure si sono trasformati in nuovi punti di partenza.

L’amore e l’amicizia vanno coltivati ogni giorno e il lavoro..beh il lavoro è in continua evoluzione. Poi ci sono le passioni, che per motivi di tempo occupano solo ritagli delle mie settimane, eppure ci sono, non le ho abbandonate del tutto e questo lo considero un traguardo.

Per carattere poi sono una curiosa inquieta che non si ferma mai, mille cose mi frullano sempre per la testa. Tanti progetti da portare a termine ma senza tempi prestabiliti, perché il tempo, mia figlia in particolare mi ha insegnato, è ciò che abbiamo di più prezioso perciò è giusto avere delle priorità. Mi è capitato di fare errori di valutazione sulle priorità, è inevitabile, voglio avere tutto sotto controllo, tutto perfetto, ma la perfezione semplicemente non esiste e devo farmene una ragione. Al momento il mio obiettivo più difficile da raggiungere é questo, riuscire “a mollare” ogni tanto, sono troppo testarda.

In questo periodo inoltre la mia bambina si sta preparando per debuttare alla scuola dell’infanzia, in una manciata di mesi è così cambiata che ho deciso di rallentare, di seguire i suoi piccoli passi con l’illusione che il tempo scorra meno velocemente.

Ora la mia sfida consiste nel far conciliare tutte le cose fatte in questi trent’anni, decidere su cosa lavorare, a cosa rinunciare, dove fermarmi e dove invece proseguire.

Il tutto deve sempre mirare alla fatidica ricerca della felicità che non sarebbe tale se non ci fosse regalata a piccole dosi. Questa è sempre stata la mia filosofia di vita, se tutto fosse facile non sarebbe nemmeno divertente. “Desiderare il meglio” ti spinge ad andare avanti, a migliorarti, non sono una persona ambiziosa nel senso stretto del termine, non sento più il bisogno di dimostrare qualcosa agli altri ma mi pongo obiettivi perché lo trovo stimolante.

Tutte le mie esperienze mi hanno resa fragile e forte nello stesso modo e chi mi conosce bene sa come non spezzarmi o come non sbattermi contro.

 

Non guardo trascorrere la mia vita dal finestrino di un’ auto ferma ma nemmeno da un treno ad alta velocità che non ti fa godere del panorama.

 

Arrivo per poi ripartire con una valigia più pesante o più leggera, dipende da ciò che mi lascio alle spalle.

 

 

arrivare e ripartire