I figli in crescita si discostano ogni giorno di più da noi. Come aiutarli e farlo? Come affrontarlo in maniera positiva?

I figli che crescono acquisiscono ogni giorno delle maggiori autonomie, come aiutarli a gestirle in maniera sana e libera?

La vita inizia con un’unione che separa.

Il corpo della mamma si separa da quello del figlio dandolo alla luce. L’amore legherà per sempre la mamma al figlio, ma ogni passo di crescita sarà un passo di separazione.

Lo svezzamento porta il bambino a nutrirsi di cibo che non arriva più dal corpo della mamma.

All’inizio c’è una simbiosi in cui il bambino non si percepisce come distinto dalla madre, poi, via via che passa il tempo inizierà a percepirsi come un soggetto distinto e separato dalla mamma, ma da lei dipende per amore oltre che per sopravvivenza.

Il gattonare prima e poi i primi passi faranno sì che inizierà a esplorare a poco, a poco il mondo attorno, allontanandosi poco per volta dalla mamma.

Verso i due anni vorranno iniziare a proporre le loro scelte a mettere piccoli confini fatti di no e di emozioni forti che certe volte e difficile comprendere o contenere.

Poi arriverà la scuola a separarci per alcune o parecchie ore della giornata e magari anche le attività extrascolastiche, con le quali è sempre bene non esagerare.

I figli cui avevamo fatto spazio prima nel nostro corpo con la gravidanza, poi nella nostra vita dimenticando vecchie abitudini e costruendone di nuove fatte a posta per loro, a poco a poco si allontaneranno da noi sempre di più.

Come possiamo aiutarli?

Ascoltando le nostre emozioni.

Se siamo consapevoli di quello che proviamo riusciremo a far vivere più serenamente un evento di crescita al bambino.

Ad esempio, è molto importante durante l’inserimento a scuola renderci conto che anche per noi è molto difficile lasciarlo andare. Lavorare sulle nostre emozioni aiuta davvero tanto. Quando saremo davvero serene noi, sarà più semplice trasmettere anche ai piccoli tranquillità nell’allontanarci da loro per un po’.

Dare spazio e voce alle emozioni dei bambini o ragazzi

Oltre ad ascoltare le nostre emozioni, elaborarle, comunicarle al meglio; è importante anche dare spazio alle emozioni dei figli.

Quanto più sono piccoli, tanto più sarà importante proprio aiutarli a dare un nome a quello che provano, domandano loro cosa sentono e facendogli capire cosa stanno provando.

Anche da più grandi, però, avranno bisogno del nostro aiuto, così come l’intensità di emozioni forti è difficile anche per noi da gestire, potrà esserlo anche per loro. Alcune tappe che li allontanano da noi e li portano verso un mondo loro che costruiranno a poco, a poco sono: la prima gita che dura più di un giorno oppure il primo innamoramento.

Loro potranno allontanarsi se noi serenamente li lasceremo andare.

Difficile e complesso da attuare, però possibile.

Così come al primo inserimento al nido se anziché con ansia e preoccupazione ci riuscivamo a separare con serenità, allo stesso modo da più grandi se riusciamo ad essere una presenza sicura, ma che non trattiene a forza, cui fare riferimento, ma che sa lasciare andare, allora saremo loro di aiuto.

Se saremo state forti radici, allora l’albero potrà crescere e allontanarsi sempre più dalla terra che gli ha dato la vita.

Sarà bellissimo e doloroso al tempo stesso vederli allontanarsi da noi, ma assolutamente irrinunciabile e naturale.

Come mi è già capitato di scrivere in un’altra riflessione sulla crescita dei figli, utilizzo le parole della canzone di Ligabue “A modo tuo” che raccontano davvero bene questo processo di allontanamento che è la costruzione dell’indipendenza di un figlio:

“Sarà difficile lasciarti al mondo e tenere un pezzetto per me…”

Dentro di noi c’è la memoria viva di un legame costruito a partire da una simbiosi totale e via, via crescendo insieme a loro costruiamo faticosamente la separazione che è necessaria a farli crescere e spiccare il loro volo nel mondo.

Sono le buone radici che danno le ali.

 

 

Condividi su: Facebook Whatsapp Twitter