Ci sono cose

Ho sempre trovato l’immagine di un bambino che recita una poesia imparata a memoria piuttosto artefatta e poco interessante. Ho sempre creduto di essere un uomo capace di controllare le proprie reazioni e in grado di vedere l’aspetto cinico in ogni cosa..

Queste piccole convinzioni si sono sbriciolate come un grissino sotto una scarpa quando l’altra sera, per la festa del papà,il mio piccolo mi è corso incontro gridando : “..Riccardo ! lo sai che è la tua festa ?”.

Poi è corso a prendere un vasetto dipinto da lui con dentro una piccola piantina ottenuta da alcune lenticchie e me l’ha donata baciandomi. Quindi ha declamato una poesia sul papà, imparata a memoria.. Poco importa se ogni tanto si “incastrava” o se alcune parti che non ricordava le ha completamente inventate.. L’effetto devastante di quel piccolo uomo, l’entusiasmo che metteva in questi gesti, e le cose che diceva mi hanno completamente tolto le forze e mi ha fatto lacrimare in modo quasi liberatorio… come non mi succedeva da anni.

Miracoli della consanguineità e dell’età che avanza.. Piangevo felice e senza pudori, nutrendomi di una gioia nuova che, è proprio come dicono, (per quanto banale sia l’affermazione) non si può spiegare a parole.

Io e mio figlio

Riccardo Pizzi
www.pocacola.com

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