Non lo mangio! Come affrontare la neofobia alimentare.

No, no, no!
Mio figlio scuote la testa; ha la bocca serrata e combatte a pugni chiusi contro il cucchiaino che si avvicina.
Ed è proprio nel momento in cui ero convinta che tutto iniziasse ad andare per il verso giusto che inizia a presentarsi il rifiuto e che l’ora del pranzo e della cena si tramutano in lunghe ed estenuanti battaglie.

Bambino che piange

Forse non tutti sanno che questo atteggiamento che tende a manifestarsi soprattutto verso i due anni, è identificato con il termine “neofobia”.

Come ci spiegano gli esperti di Nutripedia, con neofobia si intende il rifiuto di assaggiare nuovi cibi, ed è un comportamento piuttosto diffuso nei bambini. La neofobia varia generalmente d’intensità, diminuendo con il passare dei mesi.

Anche se osservando amici e conoscenti mi rendo conto che ci sono sempre più adulti che ne sono soggetti.
Ciò sicuramente non ci aiuta nel condurre lo svezzamento dei nostri figli. Vari tipi di ricerche evidenziano infatti che se le madri hanno atteggiamenti neofobici, questi vengono ripetuti dai bambini.

Il rifiuto, soprattutto di alcuni gruppi di cibi, ad esempio la verdura o la frutta, non è da sottovalutare perché a lungo andare può portare a una certa carenza di nutrienti fondamentali.
E’ perciò essenziale trovare un giusto approccio, tenendo comunque in considerazione il fatto che si tratta di una condizione transitoria.

Bambino Assonnato

Personalmente ho messo in atto alcuni piccoli accorgimenti, su consiglio del pediatra, per affrontare la neofobia alimentare.

Ho cercato di dare il “buon esempio” mostrando a Massimo che le cose che propongo a lui sono le stesse che mangio io. Mio figlio vede in me un esempio da seguire. Come vi sentireste se qualcuno vi proponesse una zuppa di verdure mentre si divora una pizza?!

 

Mi sono imposta di essere paziente. Ho iniziato a introdurre questi tipi di alimenti in piccole porzioni variando anche la modalità di presentazione del cibo: giocando sul colore, sull’esperienza tattile e perché no, proponendo di prepararlo insieme.

Inoltre è importante rispettare il rifiuto ma ripetere la proposta, in maniera sempre diversa e senza imporre.

I nostri figli devono essere sempre stimolati a cibi nuovi, a nuove esperienze, bisogna incuriosirli, introdurre nel suo menù quotidiano la maggiore varietà di cibi. Fargli vivere esperienze positive legate al buon cibo.

Essere informati correttamente sull’alimentazione dei bambini è fondamentale per noi genitori. Ecco perché è stata creata Nutripedia, la prima enciclopedia partecipata e in continua evoluzione sulla nutrizione di genitori e bambino.

Post in collaborazione con Nutripedia.

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