Come il divorzio ha cambiato la società

Il divorzio ha sancito la possibilità di scindere, senza ritorno, il nucleo familiare. Come questo ha influito in termini di società?

Per voi, forse, rientra nella normalità della vita che molte famiglie siano separate e/o allargate ma, per noi che abbiamo vissuto questa svolta epocale a metà degli anni ’70, è stato un vero e proprio trauma e ha scombinato un po’ tutte le certezze sociali nell’ambito della famiglia. Come il divorzio ha cambiato la società?

Le separazioni di fatto ci sono sempre state, ovviamente, per tanti motivi: incomprensioni, tradimenti, interessi e quant’altro, però senza niente di totalmente definitivo; il divorzio invece ha sancito di fatto un taglio netto, senza ripensamenti, portando al seguito una serie non indifferente di problemi pratici, economici e relazionali rispetto ai figli.

Non metto in dubbio che, in alcuni casi, il divorzio sia addirittura indispensabile per il bene di tutti, ma, per fortuna, sono poco frequenti.

Come per tutte le novità, anche nel caso del divorzio inizialmente c’è stato il boom, quasi fosse la risoluzione di tutti i problemi; poi, pian piano il numero è diminuito: come mai?

Forse perché ci si è accorti che i problemi sono rimasti gli stessi e addirittura per alcuni sono perfino aumentati, soprattutto dal punto di vista economico: con le separazioni di fatto, almeno nella maggioranza dei casi, le due parti riuscivano ad accordarsi sugli alimenti, sulla casa, sull’educazione dei figli; col divorzio tutto questo viene stabilito da un giudice, del tutto estraneo, che non sempre riesce a percepire le sfumature insite in un ambito familiare che non è uguale per tutti; certamente il magistrato deve seguire le normative di legge ma, mentre questa è unica, le famiglie non lo sono altrettanto.

Mi rendo perfettamente conto di essere “all’antica“, ma quando vedo persone, che peraltro conosco, divorziare a distanza di pochi anni, se non addirittura di mesi, dal matrimonio sono molto amareggiata: in tutte le coppie ci sono momenti, periodi di crisi e incomprensioni ma, prima di fare un passo così definitivo, sarebbe il caso di riflettere sui torti di entrambe le parti, di riconoscere i propri errori, di parlarne non solo fra i due ma anche con i figli se sono in grado di capire quello che sta succedendo fra mamma e papà e, se non basta, anche con uno psicologo.

In pratica, e probabilmente è quello che sconvolse e sconvolge la mia generazione, ho spesso l’impressione che dietro alla scelta del divorzio si nasconda una mancanza di voglia di lottare. Il matrimonio, oggi, nasce già con la possibilità di poterlo concludere senza troppi drammi e forse per questo viene, a mio parere, preso con più leggerezza.
Per la mia generazione il matrimonio era concettualmente un “per sempre”, oggi mi sembra di percepire un “vediamo se funziona”, che di per sé è già un mettere le mani avanti.

Infine, ormai il divorzio ha talmente cambiato la società che anche i bambini accettano il fatto che i genitori si separino (apparentemente) come se fosse normale, un incidente di percorso… ma questo secondo me non è giusto soprattutto per loro e soprattutto mi chiedo: che fine ha fatto il valore della famiglia? Che idea ne avranno quando a loro volta si confronteranno con l’averne una tutta loro?

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