Per sapere come siamo arrivati A Detroit, il nostro viaggio comincia qui

Inizierò a raccontarvi il Michigan da quella che è la sua capitale, ovvero Detroit.

Abbiamo visitato Detroit in due giorni, uno all’inizio e uno alla fine del nostro soggiorno. Nella seconda occasione abbiamo anche assistito ad una partita dei Detroit Tigers, la squadra di Baseball di Detroit.

La brutta fama di Detroit ancora oggi la precede, siamo cresciuti con i film ambientati a Detroit (vi ricordate Robocop?) e i testi di Eminem, nel 2015 la rivista Forbes la definiva per il quarto anno consecutivo la città più pericolosa degli Stati Uniti.

Nel 2013 Detroit è stata la prima città degli Stati Uniti a dichiarare banca rotta in seguito alla grave crisi economica. La città lentamente e inesorabilmente dagli anni 80 si è spopolata, interi quartieri sono diventati quartieri fantasma, il centro era ridotto ad un ghetto, la città era dilaniata da continui incendi dolosi.

E poi?

E poi siamo negli Stati Uniti, dove le storie di rinascita sono possibili più che in qualsiasi altro posto al Mondo. E la Detroit degli ultimi anni racconta la storia di una rinascita, la storia di una città Fenice che sta risorgendo dalle sue ceneri. Detroit finalmente si sta rialzando, negli ultimi anni il centro si è ripopolato, l’urbanistica è in fermento, i movimenti artistici e giovanili hanno dato un impulso nuovo alla città, un po’ quello che è successo a Berlino in Europa.

Prima di tutto quindi vi dirò che a me Detroit è piaciuta da impazzire, l’ho trovata una città giovane, piena di energia, l’ho trovata affascinante con tutte le sue cicatrici e l’ho trovata una città con un fermento palpabile e percorsa dal fremito del rinnovamento. Da turista ho percepito tante vibrazioni positive, ho percepito una città con una personalità fortissima che sta emergendo in un modo insolito e unico. Mi piacerebbe tornare tra dieci anni per vedere se Detroit manterrà tutte le promesse che sembra fare e se saprà raccogliere tutte le sfide. Io sarei pronta a scommettere di sì perché Detroit mi ha affascinato come poche altre città.

La famiglia dei miei cugini, che ci ospitava, risiede nell’immenso hinterland di Detroit, che è il più grande degli Stati Uniti.

L’area metropolitana di Detroit è composta da cittadine popolate dai classici quartieri di villette americane, migliaia di villette (villette poi per modo di dire, case molto grandi in realtà) col giardino (rigorosamente non recintato), il garage, il barbecue sul retro e la rete da basket davanti. Quartieri tranquilli dove i bimbi si conoscono tutti, i vicini di casa ti portano ad assaggiare le loro ricette e il sabato ci sono i “garage sale”. Questo schema ripetuto all’infinito vi potrà dare idea di cosa sia l’hinterland di Detroit, noi guardando su Google maps dove eravamo, ogni volta ci impressionavamo confrontando la nostra posizione e l’enormità dell’area.

Per andare a Downtown (gli abitanti del Michigan quando vanno a Detroit dicono semplicemente che vanno a Downtown) si percorrono ampie autostrade scorrevoli costeggiate da Mall (i centri commerciali all’aperto), catene di fast food di tutti i tipi e shopping Centre.

Avvicinandosi alla città si può ancora vedere traccia del recente passato di Detroit: villette abbandonate riconquistate dalla natura, case bruciate, intere aree abbandonate, ed è strano che proprio avvicinandoci al centro cambi così il paesaggio.

La nostra prima tappa è stato un luogo che a suo modo sta diventando uno dei luoghi simbolo della rinascita: l’Eastern Market. L’Eastern Market è un mercato cittadino che avviene in edifici storici degli anni 20 dove si può trovare di tutto. Un mercato attento alle nuove correnti dell’Organic e del Local, dove si possono trovare i raccolti dei piccoli produttori locali, che insieme al resto, stanno contribuendo a dare un volto nuovo alla città, da grigia e sporca a verde e pulita.

In ogni angolo si può assaggiare qualche cibo diverso (quella degli assaggi è una simpatica abitudine americana che noi non abbiamo, si può assaggiare anche il gelato prima di scegliere il gusto… ) lo street food è davvero fantastico (ho mangiato piroghi polacchi più buoni che in Polonia).

E a ricordarci che Detroit è anche la capitale Americana dei Murales (ogni anno si tengono anche i campionati per artisti di Murales) sullo sfondo del mercato bellissimi murales e ovviamente musicisti (perché sì, Detroit è anche una delle capitali della Musica).

Ci siamo persi tra le bancarelle di fiori, assaggiando gli Honey sticks, comprando Sciroppo d’Acero, gustando deliziose ciliegie (il Michigan è il maggior produttore di ciliegie degli Stati Uniti), tra le uova Amish e banchi interi di pannocchie. Davvero un luogo imperdibile se passate da quelle parti.

E se passate da quelle parti vi consiglio caldamente di mangiare da Bert’s Market Place: incredibilmente economico e incredibilmente buono… e si mangia per tavolini per strada col sottofondo di musica jazz.

Detroit continua…

P.S. Avete visto che limpidezza l’aria? Non sono le foto, è proprio così il Michigan!