Il giorno dopo l’uscita del primo romanzo di Lucrezia Sarnari, aka Ceraunavodka, un simpaticissimo corriere ha suonato alla mia porta. Mi ha consegnato il libro. Ero troppo curiosa e avevo voglia di leggere questo romanzo (che per inciso ho divorato), tanto da non potere aspettare di passare in libreria.

I libri sono per me oggetti del desiderio al pari dell’icona bag o di un paio di sandali ai quali non puoi proprio dire di no.
Ho letto l’opera di Lucrezia in un giorno, io ci ho provato a poggiare il libro sul comodino e riposare. La storia mi ha talmente preso che sono andata avanti fino alla fine, dicendomi “altre 20 pagine”, “solo la fine di questo capitolo”, “cavolo voglio sapere come va a finire questa faccenda, leggerò anche questo capitolo”…

Il titolo è Dieci cose che avevo dimenticato, ma nel consigliarvi questa lettura, mi sono divertita a fare un giochetto e ad elencare le Dieci cose che questo libro mi ha fatto ricordare:

  1. Che se la copertina di un libro vi attrae al primo sguardo (per mille e più svariati motivi), difficilmente il libro in questione vi deluderà.
    Sarà merito della nostra predisposizione verso qualcosa che ci piace? O semplicemente perché la lettura inizia dalla copertina? (Interrogatevi pure su questo quesito marzulliano).
  2. Che adoro le storie che parlano e raccontano di donne. Storie al femminile, in cui la ricerca interiore, la voglia di darsi altre possibilità e di mettere in pratica il buon e sano amor proprio sono il motore del racconto.
    Storie in cui i “maschietti” sono ben accetti (sia chiaro), ma in cui non tutto gira intorno a loro, come Megan Gale in una vecchissima pubblicità.
  3. Che le scelte prese in passato e che ci sembrano immodificabili, mentre la nostra vita scorre sui binari che abbiamo pre costruito, possono invece, non solo essere riviste ma anche “aggiustate” e…tenetevi forte anche del tutto ribaltate.
    E che per le scelte vale la massima chiodo scaccia chiodo.
  4. Che il lavoro e la carriera sono importanti e necessari, ma che non dovremmo mai perdere di vista l’obiettivo primario: che non è quello di guadagnare ma, di tirare il fiato ogni tanto e respirare emozioni.
    Se ci riflettete sempre di guadagno si tratta.
  5. Che seguire le proprie passioni può essere folle e bellissimo allo stesso tempo. Le passioni quelle vere, non dovrebbero mai andare accantonate. Ci fanno sentire vive dentro e ci riallineano con il cosmo.
  6. Che c’è un po’ di Gio e Marta dentro ognuna di noi. L’eterno dilemma tra famiglia o carriera. Ed è per questo che le adoreremo entrambe, in ogni momento della loro crescita personale, ad ogni pagina del romanzo.
  7. Che per quanto Marco possa essere affascinante e odioso, dovremmo imparare da lui. Dovremmo imparare ad ascoltarci di più. Se la nostra coscienza non ci parla, allora dovremmo ascoltare un’amica o un amico. Insomma il Marco della situazione, che si prende la responsabilità di mescolarci le carte in tavola.
  8. Che l’amore vero esiste! Basta solo essere predisposti all’incontro e soprattutto saperlo riconoscere.
  9. Che l’egoismo che ci hanno insegnato a non coltivare verso il prossimo, andrebbe ogni tanto messo in pratica mettendoci al primo posto quando si tratta di felicità…della nostra felicità.
  10. Che in vino veritas…