Ovvero come sopravvivere a una conversazione con appassionati di cavalli

Se per voi il cavallo è semplicemente un animale a quattro zampe con coda e criniera e l’unico rapporto che avete stretto con un equino è quello di averlo apprezzato sotto forma di bresaola al ristorante questo post può fare per voi: che sia per fare bella figura con l’aitante maestro di equitazione delle vostre figlie oppure sia per non sfigurare durante un aperitivo al Polo club, oppure sia per non incorrere nelle occhiate di biasimo della vostra bambina/cugina/amica appassionata di cavalli, ecco un po’ di nozioni base sul mondo dei cavalli e dell’equitazione, che vi permetteranno di mostrare competenza, avere un lessico appropriato e togliervi le più comuni curiosità e non fare domande che potrebbero essere considerate idiote.

Iniziamo dall’Abc, il colore dei mantelli: il cavallo nero si definisce Morello, il cavallo marrone può essere Baio o Sauro a seconda a seconda dei crini, (per favore, non chiamateli capelli), rispettivamente neri o marroni, e poi, sorpresa delle sorprese, il cavallo bianco non esiste (esattamente come il Principe Azzurro, sigh): il colore bianco viene definito Grigio. Si può usare il termine bianco solo riferito al cavallo albino.

cavalli e bimbi

Lo stallone non è una razza di cavalli particolare ma il maschio intero (non castrato) usato per la riproduzione. Quindi sentir dire “una cavalla di razza stallona” come è capitato a me, può causare convulsioni e crisi di pianto incontrollato.

La maggior parte di cavalli maschi vengono infatti castrati, in un evento o in una fiera equestre potreste infatti vedere che i cavalli sono divisi in maschi, femmine e castroni.

Il Pony non è il piccolo del cavallo, il piccolo del cavallo è il puledro. Un Pony non diventerà mai un cavallo alto, esattamente come un Chihuahua non diventerà mai un Alano.

Il Maniscalco non mette gli zoccoli al cavallo, per fortuna il cavallo, con gli zoccoli, ci nasce, il Maniscalco mette i ferri,che sono infatti inchiodati sulla parte cornea esterna dello zoccolo.

No, non fa male.

Una dolce fanciulla che va a cavallo si definisce AMAZZONE, non cavagliera, cavallerizza (non scorretto, ma assolutamente demodè) o, peggio, fantina.

vento e brina

I fantini, per altro, sono solo quelli che corrono all’ippodromo.

Se vedete delle grosse croste sulle gambe del cavallo, non chiedete se il cavallo si è fatto male, state vedendo le “castagne” , una sorta di callo che si forma nel ventre materno poichè i cavalli nascono con le gambe unite, Madre Natura è straordinaria, così si evitano pericolosi incroci al momento della nascita.

C’è anche chi ritiene siano una sorta di abbozzo di pollice, e se vi venderete questa chicca farete un figurone. Non sono dolorose per il cavallo.

Sfatiamo un mito: i cavalli non dormono in piedi. Certo, se non hanno alternative, povere bestie, lo fanno anche, ma se hanno a disposizione una bella lettiera vi capiterà di sentirli persino russare!

Quando si sale a cavallo, poi, non ci si tiene alle redini, le redini (non le briglie) vanno a finire in bocca al cavallo e vanno maneggiate con cura, né serve agitarle sul collo del povero animale per farlo andare più veloce.

Le andature del cavallo sono tre, passo, trotto e galoppo. Chi sale per la prima volta a cavallo tende a scambiare ogni piccola accelerazione del cavallo per galoppo sfrenato, in realtà, se il cavallo iniziasse a galoppare davvero, capireste la differenza.

vento

 

 

Un’ultima cosa, a cui tengo particolarmente per i signori uomini che stanno leggendo: è gergo comune usare il verbo “montare” per indicare l’azione dell’andare a cavallo (“vado a montare”, “ieri ho montato”). Per favore, risparmiate le povere fanciulle: niente ammiccamenti, sorrisetti e risatine. Vi prego, vi prego, vi prego, astenetevi dalla tentazione di fare un doppio senso. Capisco che l’assist sia notevole e la tentazione grande ma, davvero, evitateci l’ennesima battutina, tanto l’abbiamo già sentita!