Il tema del mese sul sito Instamamme era Sliding Doors. Un tema giocoso che mi ha fatto ridere e sorridere ma anche riflettere.

Di solito sono una gran sostenitrice della nostra bella lingua ma per descrivere una mia ipotetica vita parallela sceglierei senza dubbio un termine inglese: single. Ben mezz’ora piena (o più!) per prepararsi prima di uscire la mattina, un outfit studiato, un lavoro precisino, pizza e cinema al venerdì, palestra ogni sera, estetista fissa, la regolarità come norma, l’ordine Feng shui padrone della casa… Insomma una realtà altra in cui l’Io non è solo un concetto filosofico ma una persona fisica degna di considerazione. Tutto questo, che ad uno sguardo superficiale può sembrare noioso, per ogni mamma che vive, come me, stile #acquaallagola è un sogno proibito. Comunque rileggendo la descrizione (certo un po’ romanzata) devo ammettere che il termine zitella rende meglio.

Le coincidenze che si chiamano vita hanno deciso diversamente e mi sono ritrovata a fare un lavoro, quello di mamma, che secondo me è paragonabile solo a quello delle alte cariche dello Stato (ovviamente mi riferisco ad un concetto ideale!). È proprio uguale: devi coltivare un grande sogno, assumerti la responsabilità del benessere di altri, dire sì quando vorresti dire no e no quando sarebbe mille volte più semplice dire sì, sorridere più che puoi, far credere che si risolverà tutto per il meglio ed essere abile nelle pubbliche relazioni anche quando vorresti abbracciare all’eremitismo; non ti puoi permettere privacy, stanchezza, ferie; sei un esempio e se sgarri ti beccano subito; se fai bene il tuo lavoro molti non sapranno mai quanto ti è costato, se sbagli tutti ti incolperanno delle loro disgrazie. E molto molto altro!
Ma chi potrebbe mai scegliere coscientemente un tale compito: un pazzo!
Certo ma è proprio questa esperienza a valere tutta una vita: la follia d’amore. È questa che ti spinge con violenza verso l’esterno, che ti impedisce di ripiegarti su te stesso, che ti porta lontano non sai neanche quanto.

Quando guardo i miei figli sento che non sono miei ma vengono da lontano come un dono che devo custodire per un bene superiore. È la responsabilità che deve sentirsi addosso un grande uomo politico. Se non avessi avuto una famiglia avrei fatto forse più carriera? Non penso proprio perché in meno di vent’anni sono passata da zitella a Presidente di un piccolo-grande Stato di cittadini che mi amano, immensamente contraccambiati. Ho rinunciato a molto ma a nulla che non mi sia stato ricompensato senza corrompere, rubare o mentire anche perché nel mio Paese vieni processato per direttissima e senza possibilità di appello!

In realtà per correttezza devo specificare che non si tratta di una repubblica ma di una oligarchia ristrettissima: al comando siamo in due. Ci dobbiamo sempre confrontare e nel disaccordo lanciare una moneta per uscire dall’impasse.

Non ho mai chiesto all’altro oligarca come sarebbe stata la sua vita se non avesse incontrato me ma sono certa di quello che non direbbe, frasi tipo: non potrei vivere senza di te o la mia vita non avrebbe significato! È un razionalone convinto che di altre metà della mela ce ne devono per forza essere tante e che una relazione non è basata solo sulla fortuna ma anche sulla scelta e sull’impegno costante. Non è proprio l’ultimo dei romantici ma il ragionamento non fa una piega.
Ma per la serie #facciamocidelmale ora glielo chiedo.

Laconica risposta: ma non lo so, adesso proprio non posso (come fai a non vedere quanto sono incasinato!). La fantasia il mio lui non la consuma in nostalgicherie, è tutto proiettato in avanti. Con mio marito quindi lo Sliding Doors non può funzionare, lui le porte del passato le chiude e butta via la chiave. Per la seconda volta, in poche righe, devo dargli ragione!