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Non ho mai pensato alla felicità come ad una semplice sommatoria di pochi fattori ma per raggiungere questa chimera a cui tutti aneliamo nel terzo incontro con Lorenzo Battistutta mi è stata data una semplice ricetta di soli tre ingredienti. In effetti a pensarci bene non potrebbe essere diversamente visto che 3 è il numero perfetto!

Le relazioni infatti vedono sempre tre possibili protagonisti.

Il grande (genitore, maestro, superiore, ogni persona a cui mi posso rivolgere) che sopporta responsabilità e fatica nel tentativo di raggiungere grandi obiettivi. Detiene il comando e la sua sfida è conquistare il Cielo.

Il piccolo (figlio, allievo, dipendente, chiunque permetta ad un altro di guidarlo) che ha il compito di lasciarsi riempire dal grande con rispetto; può rivolgergli tutte le domande che vuole a patto che sia disposto ad applicare la risposta. La sua sfida è imparare, conquistare la Terra.

Il pari (partner, amico, fratello, collega, tutti quelli con i quali si ha uno scambio reciproco) che tanto dà tanto riceve altrimenti anche il sentimento più profondo si inaridisce. La sua sfida è riempire il Cielo e la Terra.

Ognuno di questi tre gradi relazionali rappresenta un terzo della felicità. La pienezza consiste nel viverli tutti, passando da uno all’altro a seconda della persona con cui mi rapporto: con mia madre (il mio maestro, il mio superiore) dovrei essere sempre il piccolo, con mio figlio (allievo, dipendente) sempre il grande e con mio marito (amico, collega) sempre il pari. Troppo spesso accade che ci specializziamo in uno solo di questi ruoli rubando a noi stessi ben due terzi di felicità.

Nel rapporto genitore-figlio è quindi scontato che a dare sia solo il grande?
Se desideriamo che nostro figlio migliori sul piano personale e professionale (e non potrebbe essere diversamente) non dovremmo mai regalare nulla e tantomeno nulla di veramente importante. Dare gratis è in realtà un grosso furto, rubiamo due tesori inestimabili: il desiderio e la conquista.

È tacitamente scontato che tutto ciò che chiediamo in cambio di ciò che diamo andrà ad arricchire non noi ma i nostri figli. L’impegno a scuola barattato con il corso di hip hop o il rispetto per i fratelli scambiato con il regalo di Natale conducono i nostri inconsapevoli cuccioli d’uomo lungo la strada lunga e faticosa della crescita, proprio quella che parte dall’io per arrivare al noi e quindi dalla solitudine alla Felicità.