Da questo mese ospitiamo i vostri contributi se avete voglia di “dire la vostra” sul nostro tema del mese.

Il primo contributo arrivato è quello della nostra Stella, fedelissima lettrice nonchè maestra di asilo nido.

Se volete conoscerla meglio la trovate sul  suo bellissimo blog Il Mondo di Stella.

Ecco il suo intervento per il nostro mese “green”

 

L’asilo in cui lavoro è famoso nella mia città per avere un giardino grande, spazioso, con sassi e terra per scavare, rotolare, manipolare ed essere un luogo divertente, ricco di verde, dove i bambini ogni giorno possono giocare e divertirsi all’aria aperta. A me piace quando si alzano dopo ore con in mano secchiello e paletta, tutti sporchi di terra. Da testa a piedi insomma, sporchi ma felici. In passato, prima di iniziare il mio lavoro come educatrice, credevo fosse naturale per un bambino amare la TERRA. Invece mi sono ricreduta. C’è chi ama sporcarsi di fango, riempirsi i vestiti di erba, manipolare per ore la terra scavata ed essere felice di trovare, nascosto nel secchiello colorato, un piccolo verme con cui giocare. Ma, al contrario, c’è chi detesta “sporcarsi le mani”. Ho provato sulla mia pelle, grazie ad un bellissimo corso di formazione, la sensazione che un bambino prova a fare qualcosa di cui non è contento. Il mio compito era manipolare la terra per il maggior tempo possibile. Senza strumenti e materiali, come spesso fanno i bambini in un qualsiasi parco o giardino. Da quel momento, dopo aver constatato io stessa la mia “non voglia” nel manipolare per più di trenta minuti un materiale “quotidiano”, ho capito che non si deve sforzare un bambino a fare quello che non ama. Come in tutte le cose, solo l’esempio, del genitore o dell’educatrice, può far nascere una passione nel bambino. A volte si pensa alle belle giornate di sole come sinonimo di parco, pic-nic, rotolamenti nella sabbia, coltivazione di un piccolo orto e non si sbaglia.

Purtroppo, da qualche mese, è cambiata gestione in asilo e per motivi “organizzativi” abbiamo traslocato in una nuova struttura SENZA GIARDINO. Non obbligo i miei bambini a fare qualcosa che potrebbero non amare, ma senza uno spazio esterno, obbligo a non avere una possibilità, una scelta. I bambini, come sempre, hanno reagito bene, giocano, si divertono e si comportano esattamente come prima. L’unico dettaglio, ovviamente negativo, è il loro essere scatenati quando escono dalle quattro mura. Come dare torto a chi, dovrebbe stare all’aria aperta in tutte e quattro le stagioni. Palle di neve in inverno, addio. Raccolta di foglie in autunno, addio. La scoperta dei primi fiori in primavera ormai è un lontano ricordo. Per non parlare dell’estate che arriverà, senza alberi su cui arrampicarsi, senza terra da scavare, senza giochi con la palla all’aria aperta, senza merende fuori solo con pantaloncini e canottiera. Io posso mettercela tutta, cerco di essere la persona migliore per me e per loro, mi diverto e sono serena ma sempre con un sorriso spento dentro di me.

Uscite, state all’aperto, mangiate in giardino, andate al parco, giocate con la sabbia, costruite castelli con la terra piena di vermi , andate dove volete ma USCITE. Non dimenticate le emozioni che ci regala l’aria, il vento e perché no, anche lo sporcarsi le mani.