Nessun uomo è un’isola

Fare gruppo, in maniera positiva, può essere formativo e stimolante e far uscire i talenti del singolo.

Nessun uomo è un’isola
(John Donne)

RELAZIONI SIGNIFICATIVE

Ciascuno di noi vive immerso in un tessuto di legami, dalla famiglia alla scuola, alla cerchia delle amicizie al gruppo dei colleghi.

Tutte le relazioni che abbiamo ci plasmano.

A partire ovviamente dalle prime e più importanti, quelle con i nostri genitori, ma anche tutte le altre relazioni affettivamente significative come quelle con un partner o con amicizie profonde.

Ciascuna relazione ha un impatto psicologico su di noi. Ci rende un po’ in un certo modo, lascia emergere una certa parte di noi magari più di un’altra.

A volte ci sentiamo di dire con la tal persona sono veramente me stessa. Ciò avviene quando ci sentiamo perfettamente a nostro agio con qualcuno e in grado di manifestare ogni aspetto del nostro essere.

IL GRUPPO

In un gruppo tutto questo diventa più complesso e amplificato. Un gruppo ha delle sue dinamiche, è un sistema cui contribuiscono le caratteristiche dei singoli e le ragioni di esistenza di quel gruppo, ma il gruppo sarà qualcosa di più della somma delle singole parti, e chi vi partecipa potrà trarne qualcosa di differente che relazionandosi singolarmente con ciascun componente.

LA MARCIA IN PIÙ PER LA CREATIVITÀ

Lavorare in un gruppo che funziona bene può essere molto funzionale per la creatività, per fare da motore all’exploit geniale del singolo.

IL BRAINSTORMING

Pensiamo ai brainstorming, tecnica di gruppo volta a elicitare idee nuove, anche attraverso associazioni casuali. In un brainstorming si vuole, come ci suggerisce la traduzione, fare una tempesta di cervelli, ossia lasciar venire fuori anche alla rinfusa le idee, i pensieri, per poi fare chiarezza, una fucina collettiva.

Parteciparvi può essere di grande aiuto per avere idee nuove, per imparare ad ampliare le proprie vedute, per capire che le soluzioni possono essere molteplici.

Credo che fare esperienza di brainstorming aiuti ad avere un atteggiamento mentale aperto, conditio sine qua non per accrescere le proprie capacità e evolvere sé stessi.

IL SENTIRSI IN SQUADRA

Far parte di una squadra aiuta anche perché sostiene. Penso alla differenza tra sport per singoli o di squadra. Nel primo caso tutta la tensione è vissuta in maniera solitaria, mentre quando si fa uno sport di squadra tutto è condiviso. Utilizzando lo sport come metafora per le situazioni della vita, ogni volta che riusciamo a fare squadra ci sentiamo bene, in famiglia, nelle amicizie, nel lavoro, ci sentiamo sostenuti, non da soli, questo ci dà forza.

FARE SQUADRA PER FARE MEGLIO

Far parte di un gruppo, che sia la famiglia, un gruppo di colleghi o di amici può davvero essere la marcia in più per tirar fuori il meglio da sé stesse. Ovviamente parlo di un buon gruppo, un sistema positivo che funzioni bene, altrimenti anziché darci le radici e le ali, può solo incatenarci.

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