L’incapacità sentimentale del maschio adulto medio

Una delle cause del consumo irresponsabile e compulsivo di Nutella è senza dubbio l’incapacità maschile di mostrare i sentimenti. Salva una Nutella, dì alla tua donna cosa provi per lei 😀

L’incapacità maschile di manifestare i sentimenti nutre sempre tante vittime, e io e le mie amiche non siamo sfuggite alla casistica.
Le nostre riunioni del giovedì sono sempre state momenti di confronto e complicità, ma anche di sfogo.
Un catalogo eterogeneo delle delusioni sentimentali, assolutamente vario e variabile. Qualcosa su cui piangere di cui tante volte si è finite a ridere e a dirsi che vedrai, la prossima volta andrà meglio.

Uno degli argomenti più gettonati, in termini di sfogo, è sempre stata la scarsa attitudine maschile al farti sentire speciale, unica. Al dire apertamente cosa provano, come vivono il rapporto. La loro, sembrerebbe innata, tendenza a riportare, semmai, solo al pratico ciò che è e deve restare prettamente astratto: la sensazione, l’affinità, il sentimento.

Quello che magari ti apre la portiera, o ti fa il regalino all’anniversario, ma poi non sa dirti apertamente ti amo.
Quello che non sa darti un ruolo e tenertici, nella sua sfera affettiva.
Quello che non sa darti l’importanza di una scelta, che ti collochi in un posto assolutamente solo tuo, per quello che sia.
Quello che si farebbe, e magari si fa anche, in quattro per te ma poi non è dalla tua parte quando hai un disperato bisogno che lo sia.
Quello che magari vive con te ma non sa andare oltre al cosa ti piace o cosa ti piacerebbe avere e non sa stupirti con un gesto o un regalo di poco valore ma di grande significato perché dentro ci sei tu e lui, un qualcosa che vi unisce, un simbolo, l’evocazione di un momento particolare della vostra storia comune.

In amore, come in amicizia. In un qualsiasi rapporto che entri nell’intimo del corpo o del cervello attraverso il filo rosso del sentimento, dell’affinità, della stima.
Tutte, li abbiamo abbiamo avuti tutti. Alcuni ancora li abbiamo perché sì, ne siamo innamorate, nonostante tutto… o perché, a conti fatti, quello che manca è un pezzo, bello ma non fondamentale per il procedere di una storia.

Viene però a questo punto spontaneo chiedersi: ma perché questi uomini pensano di essere legittimati nella loro scarsa, quando non proprio in-, capacità di vivere e soprattutto manifestare i sentimenti? Davvero siamo ancora nella condizione che, come dice la sora Ida, “l’omo ha da puzzà” e poco più?
Perché una che trova nella sua vita un uomo capace di manifestare i sentimenti, di esprimerli a voce e con piccole attenzioni, si sente come se avesse trovato il Santo Graal? E perché c’è sempre l’impressione che sia fortunata (e che debba tenerselo stretto)?
Perché questa scarsa propensione generale maschile in tal senso viene sempre giustificata con un laconico “eh, sono uomini, che ci vuoi fare”?

Ma davvero la manifestazione del sentimento è attitudine solo femminile, al punto che il nostro bisogno di riceverla venga visto come un’esagerazione, un capriccio?
Relegata e ridimensionata nel confine della necessità di colmare un’insicurezza generale di fondo, alla fine sfocia nel luogo comune che siamo noi a volere troppo e non loro a dare poco, in questo senso.

Ma possiamo finalmente dirlo che questi uomini incapaci di manifestare la loro sfera emotiva sono sentimentalmente immaturi?
Possiamo fare questo primo passo, ammetterlo, e poi magari lavorarci su?
Trovare un terreno comune in cui ci si riesca a dire cosa si prova senza vergogna, o pudore, o bisogno di incasellare, o di ridurre… ché di sentimenti espressi, mi pare, non sia mai morto nessuno.

Nell’attesa, qui alle riunioni del giovedì siamo sempre pronte con fazzoletti e Nutella (e che non ci dicano che a loro piacciono le donne magre, almeno).

 

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