Da qualche parte, in un universo parallelo, c’è una me stessa magra (se devi sognarti, sognati figa, no?), single e lavoratrice che divide le sue serate tra occasioni mondane, cene con gli amici, libri da leggere e che ha una manicure sempre perfetta.

Non mi è molto chiaro in quale bivio esistenziale io e quella lì ci siamo separate, in realtà.
Fattostà che la Fra single vive una vita del tutto diversa da quella accasata e con prole, ovviamente.

La Fra single si alza al mattino e fa colazione con una barretta da 89 calorie (al cioccolato), si trucca, si veste, mette il tacco 8 (il 12 la mattina le pare troppo, via!) e va al lavoro, dal quale esce sfatta ma piena di idee circa 9 ore dopo. Sente le amiche o il fidanzato, capisce come girerà la serata, si organizza, cambia vestito e tacco ed esce.
La variante, occasionale, del sabato e della domenica mattina contempla un post sbornia o i postumi di qualche sostanza psicotropa, ogni tanto.
Più spesso nei fine settimana invita gli amici e cucina per loro, con un filo di perle al collo, manco fosse Julia Child.

La Fra reale si alza al mattino e ancora con mezzo occhio chiuso fa colazione con una barretta da 89 calorie (al cioccolato) (sì, certe cose ti seguono, ovunque tu vada); insieme al Marito (molto più sveglio e) Paziente (di lei) si occupa di evitare che i figli in comune escano con i calzini di colore diverso, prendano la borraccia, abbiano tutti i quaderni giusti nella cartella.
Truccarsi? Naaaaaaa. Una rassetta sommaria ai capelli per evitare di sembrare Maga Magò (o almeno per sembrarlo meno) ed esce. Il tacco, ovviamente, non esiste: per quale motivo dovrebbe camminare scomoda con due bambini vicino, solo per portarli a scuola?
Poi torna a casa e, tolte alcune pause di casalinghitudine, si mette al pc, dove scrive, racconta, organizza. Si rialza, a volte, diverse ore dopo, abbastanza sfatta ma piena di idee e di voglia di realizzarle.
Prende i bambini a scuola, prepara la cena, mangia con la famiglia, si alterna al co-responsabile biologico nel rituale della nanna e poi riesce a fare, col suddetto, le prime chiacchiere vis a vis tra adulti della giornata. Spesso anche le ultime.
La variante del sabato e domenica non implica la sveglia e concede ritmi più umani, a volte contempla il mare. Nella variante festiva, ci si concede anche il tacco, tiè!

Oddio, messa così sembra che la Fra single viva una vita emozionantissima (barretta a parte), mentre quella reale ne viva una da povera sfigata (barretta compresa). E molte donne non lo dicono, ma pensano veramente che sia così. Eppure, nella giornata della Fra single qualcosa manca.

Quello che nella vita della Fra single manca, anche se lei non lo sa, sono i sorrisi e gli abbracci.
No, no, aspetta, li vede e ne riceve, tantissimi: li riceve dal fidanzato (quando ne ha uno), dagli amici, dai colleghi, da chiunque.
Ma la Fra reale ne riceve di diversi e unici, la mattina, da cuccioli d’uomo che le si accoccolano dietro e ne cercano la pelle, quella stessa pelle che contiene parte del loro stesso patrimonio genetico. Riceve sorrisi gratuiti e meravigliosi, ogni qual volta guarda quei bambini che ancora non si capacita siano usciti proprio da lei.

Ogni tanto, onestamente, alla Fra reale piace immaginarsi, per ristretti e circoscritti ambiti temporali, nei panni di quell’altra Fra, quella single.
Le piace immaginarsi quel senso di libertà che dà il sapere che dalla tua decisione dipenderà solo la tua vita e non anche quella di qualcun altro, che se fai una cavolata (e nella vita se ne fanno eh!) sarai solo tu a pagarne il prezzo.
Le piace immaginare un momento, un solo momento, in cui non sentirsi cucita addosso l’enorme responsabilità di avere dei figli, di educarli alla vita, di insegnar loro come procedere da soli.

Poi arriva il sorriso, e quel momento svanisce via, perdendosi nelle scelte fatte e portate avanti nella vita.
Nessun “se” potrà mai convincere la Fra reale di essere meno felice e ricca di quell’altra lì, persa a chi sa quale bivio, tanti anni fa…