Mamma multitasking o serva di lusso? Scoprilo con un test!

Vi siete mai prese la briga di consultare su internet o su un dizionario la voce “multitasking“?
No? Ecco cosa dice Wikipedia. Se non masticate l’inglese, eccovi la traduzione:

Essere multitasking consiste nella capacità di un individuo di gestire più di una attività o ruolo nello stesso momento. Il termine deriva dall’informatica. Un esempio di “essere multitasking” è scrivere una mail mentre si parla al telefono.

(“Scrivere una mail mentre si parla al telefono”: state ridendo anche voi?)

mamma multitasking o serva di lusso

Avete appena scoperto che il termine “multitasking” descrive una madre – o chiunque si occupi di una casa con bambini -, nello svolgersi delle sue funzioni standard (ad esempio: espletare i propri bisogni fisiologici, dal mangiare in giù, essendo al contempo presente e attenta ai bisogni e alla contenzione del bambino nel corso delle sue fisiologiche attività, cioè attentare alla propria salute e/o a quella della casa e/o a quella dei congiunti di età pari o inferiore, generando al contempo una discreta confusione).

L’attributo multitasking, quando si parla di persone che accudiscono figli, è dunque pleonastico.

Ma noi cosa intendiamo esattamente quando ci definiamo “mamme multitasking”? Siamo sicure di non vestirci di questo attributo à la page, per non dirci e non dire che siamo “serve di lusso”?

Siamo certe che non nascondiamo sotto la copertina del “multitasking” un sovraccarico colposo, cioè che ci auto imponiamo, per natura o per cultura, o che ci è subdolamente imposto?

Ecco un test semiserio in 5 punti che ci svelerà se siamo mamme multitasking o serve di lusso?

1. Hai mai pronunciato la frase: “Mio marito/compagno è bravo, lui in casa mi aiuta tanto”?

Lui “ti aiuta”? Lui ti fa la concessione di prendersi in carico qualcosa che sarebbe tuo compito esclusivo: tipo lavare i SUOI calzini, stirare i SUOI vestiti, portare a scuola i SUOI figli oppure sparecchiare una tavola sulla quale ANCHE LUI ha pasteggiato?
NCS baby. Non ci siamo.

2. Hai fatto almeno una di queste cose regolarmente?

A. Hai fatto la valigia per tuo marito che partiva per un viaggio di lavoro. Da solo.
B. Hai preparato la cena a tuo marito prima di uscire a cena con le tue amiche.
C. Hai sparecchiato e aiutato tua suocera a rassettare mentre tuo marito continuava a conversare amabilmente con gli altri maschi al tavolo.

Lui è tuo marito, non tuo figlio, te lo ricordi? Se cupido ha centrato i vostri cuori in quel dì, facendovi cadere innamorati, tu adesso gli stai ficcando una freccia dritta dritta tra le tempie, al putto in questione. Pensaci: perchè lo fai?

3. Hai mai pronunciato la frase: “Io non lavoro” intendendo “Non lavoro fuori casa”?

Cara, se tu stessa non lo riconosci come “lavoro” cosa ti aspetti che facciano gli altri? Al massimo ti daranno “un aiutino”: del resto a te non pesa per niente, non lo consideri neanche “un lavoro”.

4. Hai mai pronunciato la frase: “Di notte quando il bambino piange mi alzo io, perchè lui deve andare a lavorare” o varianti analoghe?

Perchè invece tu la mattina presto ti alzi e vai a farti pedicure, manicure e massagi, vero?

5. Hai mai fatto una di queste cose regolarmente:

A. Hai passato la serata a stirare davanti alla tv mentre tuo marito sonnecchiava sul divano.
B. Hai passato la serata a far addormentare i bambini mentre tuo marito sonnecchiava sul divano.
C. Ti sei addormentata sul divano dopo avere addormentato i bambini e stirato per 3 ore davanti alla tv, mentre tuo marito era fuori con gli amici.

Ma sei seria? Ti hanno informata che non si vince niente?

Se hai risposto affermativamente almeno a 3 domande su 5, hai due possibilità:

1. Pretendere uno stipendio dal soggetto che dorme regolarmente sul divano mentre tu stiri.

2. Renderti conto che:

a. stirare non salverà il pianeta, semmai il contrario

b. non salverà neanche te. Qualsiasi lavoro domestico espletato dopo le 9 di sera, contiene in sé il germe della schiavitù, a meno che non lo si faccia in compagnia!

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