Cinque anni fa mi descrivevo “mamma di una scatenata coppia, meglio nota come Bea e Dodo”. Scrissi queste parole quando mia figlia aveva 8 anni e suo fratello 4. Era il tempo dei nomignoli, delle frasi appena abbozzate, di giochi scatenati e balli a suon di “La sveglia birichina”. E se per noi adulti 5 anni rappresentano certo un periodo lungo, i cui cambiamenti possono essere legati a tanti aspetti della vita (da un nuovo lavoro al taglio di capelli), per i bambini rappresentano un’eternità!

I 4 anni di “Dodo” sono diventati i 9 anni di Andrea. Ha abbandonato quel nomignolo che tanto mi divertiva perchè era una delle sue prime parole, di quando a quasi due anni un bimbo (Dodo anche lui) gli aveva regalato un biscotto. E 9 anni significano la quarta elementare, gli allenamenti di basket e il camp da solo in montagna, Minecraft e gli YouTuber, libri, fumetti e film della Marvel. Videogiochi, non più macchinine; partite di calcio, non più pupazzi.

Gli 8 anni di “Bea” si sono trasformati nei 13 di Beatrice. Una trasformazione in ogni senso, corpo e mente, idee e pensieri. Il suo amore per i libri è rimasto immutato, ma ora si sono aggiunti i manga giapponesi; il suo piacere per lo studio e la conoscenza di nuove cose si accompagna alla capacità di imparare a memoria e non si limita alla scuola ma spazia dal pianoforte alla musica in generale. E poi la pallavolo, la squadra, le amiche… Il suo carattere si sta formando e vederla crescere è un grande dono, pur con le difficoltà della preadolescenza.

La mia rubrica quindi cambia nome, diventa “Non chiamateci Bea e Dodo” e cercherò di raccontare le nostre nuove avventure in una chiave meno infantile (anche perchè se li chiamo “bambini” non mi rispondono più!). Tuttavia, poichè penso che la loro privacy debba essere tutelata oggi più che mai, parlerò in modo più generico, dando consigli su letture e film e descrivendo le esperienze vissute e i sogni che vorremmo realizzare.