Amo gli animali da sempre e, insieme a mio marito, ne ho fatto una scelta di vita.

La nostra allegra brigata è composta da cani, gatti, cavalli e pappagalli.

Ognuno di loro è stato incluso nel cerchio familiare, nel nostro Ohana, come si dice in Hawaiiano, o nel nostro Whanau come si dice in lingua Maori, ognuno di loro è considerato un membro della famiglia, e in quanto tale è amato, rispettato e protetto.

I nostri figli sono cresciuti in un ambiente in cui esseri  pelosi (o piumati) fanno parte del menage familiare, sono pezzetti importanti del puzzle che compone la nostra quotidianità.

Una scelta di questo tipo è onerosa.

Gli animali richiedono tempo e dedizione, cure e attenzioni e anche un non indifferente carico economico.

Scegliere di adottare un animale implica un grande impegno che non conosce ferie né malattie, non conosce il troppo freddo o il troppo caldo.

Vuol dire che anche a Natale ci sono esigenze altrui da assecondare, vuol dire che prima di programmare le vacanze o il week end, o persino solo una domenica fuori porta,  hai da pensare a sistemare in modo ottimale i tuoi parenti a quattro zampe.

E se si tratta dei pappagalli può essere relativamente semplice, piazzare i cavalli capirete invece che può dare qualche problema in più…

Vuol dire divani con fili tirati dalle unghie dei gatti, vuol dire buchi in giardino con pezzi di pane sotterrato dai cani, vuol dire intere piante di frutta mangiate dai cavalli, vuol dire pulire e pulire e ancora pulire.

 

Però c’è qualcosa che ripaga di tutto, però quello che si riceve in cambio ha un valore immenso:

 

i nostri figli sanno che una casa senza un gatto che ti aspetta è una casa senza un’anima.

 

I nostri figli sanno che lo sguardo di un cane è un oceano di sincerità, che difficilmente incontreranno in altri occhi.

 

I nostri figli sanno che si può pesare otto quintali ed essere delicati e gentili come un cavallo

 

I nostri figli sanno che anche se sei piccolo e fragile come un uccellino hai tanto amore da dare, tanto da insegnare e tanto da imparare.

 

I nostri figli conoscono la gioia di giocare con un cane, a cui basta un bastone da lanciare per divertirsi insieme a te, e non c’è videogioco che regga il confronto.

 

I nostri figli sanno che osservare un gatto che gioca è uno degli spettacoli più divertenti che la vita ci regali.

 

I nostri figli sanno che anche in una vita così piccola che si può tenere tra le mani come in quella di un uccellino c’è un cuoricino che batte forte.

 

I nostri figli conoscono la bellezza di condividere il divano con un gatto acciambellato che ti regala le sue fusa affettuose.

 

I nostri figli sanno che con il rispetto si ottiene molta più collaborazione che con la forza, ecco perché anche un enorme cavallo  può ubbidire alla manina piccola di un bimbo.

 

I nostri figli sanno che un’amicizia va coltivata ogni giorno e che l’amore richiede impegno e dedizione continua.

 

I nostri figli sanno che ogni creatura va rispettata nella sua natura e che la sua diversità la rende unica e speciale e non smette mai di arricchirti.

 

I nostri figli sanno che in una famiglia bisogna provvedere ai diversi bisogni di tutti, spesso prima che ai propri.

 

I nostri figli che una famiglia è un cerchio che sa allargarsi per  accogliere e chiudersi per proteggere, in cui comunque c’è spazio per tutti.

I nostri figli sanno che gli amici non si abbandonano mai.

 

I nostri figli sanno che i veri amici non ci abbandonano mai.

 

I nostri figli hanno fratelli e sorelle a quattro zampe con cui stanno condividendo il cammino e una passeggiata in compagnia è una delle bellezze della vita.

 

Per tutto questo e per tutto quello che ancora mi devono insegnare i miei amici animali non cambierei mai la mia vita complicata, e sono certa di averla resa migliore per me e per i miei figli.

 

Questo post è offerto dalla Campagna Purina #ascuoladipetcare.

Non potevo che appoggiare una campagna finalizzata a portare nelle scuole un progetto educativo che insegna ai più piccoli e ai loro genitori come prendersi cura degli animali domestici. Il benessere psicofisico che un bambino può trarre da un “pet” è ormai un’evidenza scientifica e tradurre tutto questo in insegnamento scolastico è, a mio parere, un piccolo passo avanti per tutta la società.

Se siete genitori o insegnati e volete saperne ecco il link.