Fingersi un opossum mentre tua figlia di parla di sesso

Quando i figli crescono, si passa dal parlare di sesso ai figli, al parlare di sesso con i figli, accettandone il linguaggio ma educandoli all’intimità sana

Si può parlare di sesso con i figli?

Sono arrivata alla conclusione che il vocabolario delle madre di figlie adolescenti abbia una sezione a parte in omaggio in ogni bar della nazione dopo 3 bicchieri di spritz.
È la sezione tabù, quella del “ohmioDiochedomandamihafattoeadessocomerispondo?”.
E giù di spritz.

Sarò ermetica, forse un po’ pepata, ma tanto lo so che avete tutte letto quel libro scritto coi piedi che è “cinquanta sfumature di grigio” e quindi mi metto l’animo in pace e vi racconto.

Ci sono situazioni imbarazzanti del genere “ma tu, quel coso lì, lo metteresti in bocca?”
MUTE.
State mute. A questa domanda fingetevi morte.

Oppure.

Notturno. Pre disco. La protagonista guida e ha in macchina un gruppo di adolescenti coi bollori che neanche la doccia fredda della spiaggia pubblica fa passare e la musica di cantanti che sembrano cani strozzati che suonano padelle a tutto volume.
Arrivano frammenti di conversazione.
Ma tu lo sai che Sofia ha paura di metterci qualcosa dentro?
DENTRO.
Dentro DOVE?
MUTE.
A queste parole captate a cui vorreste tranquillamente chiedere “cioè, perché, cosa vorresti metterci dentro precisamente?” voi restate MUTE.

O anche.

Giorno. Post scuola. La protagonista guida e ha in macchina la figlia che canticchia la canzone di Frozen a squarciagola. Una fa Elsa, l’altra Anna. Sono galvanizzatissime dal film rivisto insieme la sera prima col fratellino.

Toh c’è Tizio
Tizio chi?
Tizio, quello che l’ha fatto con Tizia nei bagni del supermercato

strabuzzamento d’occhi.
collegamenti fra neuroni a velocità ipersonica.
Conclusione.
Mia figlia sta dicendo che Tizia, tredicenne, ha fatto sesso (evito la parola colorita ma sostituite a piacere) con Tizio nei bagni del centro commerciale dove io cambio il pannolino a mio figlio e mi rimetto il rossetto alla pausa pranzo?

No.
Non ce la posso fare.

Nei libri che leggevo io lui si inturgidiva, lei aveva il fiato rotto dall’emozione e i loro baci erano come onde piene di passione.
Non lo facevano nel bagno del centro commerciale a 13 anni.
Non sapendo cosa infilare dove.

Io vengo da una generazione in cui quando in tv c’era la Fenech che si lavava la schiena, mio padre guardava il pavimento e io mi alzavo per bussare al pesce rosso sulla vaschetta.

Invece non si sa per quale assurdo motivo ogni giovedì sera a casa nostra esce un discorso tabù.
E quindi vai di blow-job che io ho dovuto googlare per sapere cosa fosse, di threesome, di compagne di classe che invece di fare lavoretti di mano li fanno di piedi e via così per buona pace di tutti i sostenitori dell’amore casto e puro.

Parlare di sesso con i propri figli è importante

Ancor più però è importante spiegargli il concetto di intimità.
Senza tanti pregiudizi che al sesso e all’amore fanno solo che male.

Il sesso non è una cosa a sé.
È un qualcosa che si fa e che fa star bene. Va vissuto bene. Va vissuto liberamente e allo stesso tempo intimamente.

Quello che due persone fanno (o tre, visto che adesso ho scoperto cos’è il threesome), maschi o femmine che siano, etero o omo, in coppia o adulteri, beh, non è affar nostro.

Quello che succede lì sarebbe bello restasse lì.
Senza video sul cellulare.
Senza foto nude su whatsapp.
Senza racconti di chi fa cosa con chi e quando.

Intimo.
Tu ed io.

E mamma dov’è?
Mamma sta facendo l’aperitivo con le amiche. Spritz come se non ci fosse un domani.

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