Penso che se si potessero zittire i rumori del mondo nelle ore dei pasti si eleverebbero le stesse parole, magari in lingue diverse ma, sarebbero più o meno queste: “su mangia!”, “non alzarti da tavola prima di aver finito”, “mangia tutte le verdure”, “lo so che non ti piacciono ma fanno bene e aiutano a crescere”, “lo sai che ci sono bimbi che, vorrebbero mangiare e non hanno tanta pappa a loro disposizione?” .

Il momento dei pasti è da generazioni il momento più temuto dai genitori. Non da tutti, io ad esempio me la cavo abbastanza bene con la mia bambina, non che si precipiti a finire tutte le cose verdi che le metto nel piatto, ma la maggior parte delle volte le mangia senza fare storie.

Ancora una volta, noi genitori fungiamo da modello anche in tavola, se i nostri figli sin dalla più tenerissima età ci hanno visto affrontare il momento dei pasti con serenità, partecipazione e condivisione, impareranno ben presto a gustare tutto ciò che la tavola offre…verdure comprese!

So che per molti di voi questo sarebbe un sogno, ma, non demordete ho sentito tante storie di bambini che rifiutavano categoricamente un cibo per poi apprezzarlo con la crescita.

L’importante è continuare a proporlo in modi diversi, magari camuffandolo in qualcosa di più simpatico alla vista o come spesso faccio con la mia bambina, renderli complici nella preparazione dei piatti in modo che si sentiranno almeno un po’ in obbligo ad assaggiarli, dal momento che sono stati così bravi a prepararli. La frase “ma come non lo assaggi, l’hai preparato tu…” è sempre d’effetto.

Il metodo più efficace è quello di avere un buon approccio con il cibo e ve lo dico io che inizialmente vivevo qualsiasi rifiuto alimentare come la più grande sconfitta di mamma, poi mi sono resa conto che proprio quando sono riuscita ad allentare la tensione mia figlia ha iniziato a mangiare di gusto, un giorno l’ho persino scoperta a rubare dal mio piatto la cicoria.

Strano ma vero!!!!

Mi sono resa conto più volte che, nei momenti di difficoltà della crescita dei nostri figli, affidarsi alla lettura di un buon libro, che senza tanti giri di parole affronta il “problema” alla loro maniera, aiuta a superare ogni ostacolo.

Qualche sera fa tra le letture della buonanotte ci siamo portate a letto un libro che affronta il rifiuto del cibo, “Piccola principessa non vuole mangiare”, converrete con me che con un titolo esplicito e diretto come questo non ho avuto difficoltà ad acquistarlo in libreria.

Spesso scelgo i libri partendo proprio dalla copertina, una buona illustrazione ci fa gustare meglio la lettura, perché come per il cibo anche l’occhio vuole la sua parte.

mangiare

La copertina in questione è ricca di cibi che incontrano il favore di ogni bambino e questo permette sicuramente un approccio vincente.

Le illustrazioni sono deliziose e mettono fame solo a guardarle. Il libro insegna, anche al bambino più restio, che ad essere esigenti come Martina (la protagonista) non si potranno assaporare cibi gustosi e che, è davvero un peccato perdersi la lasagna della mamma e le polpette della nonna è sicuramente meglio fare come i porcellini che mangiano di tutto e sono sempre in salute.

Titolo del libro: Piccola principessa non vuole mangiare

Autore: Christine Naumann-Villemin

Illustratore: Marianne Barcilon

Editore: Il castoro

Target di riferimento: 3-8 anni

Ci piace perché: E’ un libro in cui la protagonista riesce a trovare da sola il modo per apprezzare ogni tipo di cibo superando la sua iniziale riluttanza con l’aiuto di un piccolo amico.

Lo consigliamo perché: Insegna soprattutto ai grandi che non bisogna imporre e che, spesso sono le attitudini insite in ogni bambino a far compiere loro delle esperienze meravigliose, anche nella scoperta e nell’apprezzamento di cibi nuovi.

Una frase che ci ha colpito: Bleah! Sembra corteccia di baobab, questo è cibo per extraterrestri!”

(La fantasia di certo non manca ai nostri figli soprattutto quando vogliono rifiutare un cibo).