Quando sono diventata “Instamamma”

Quando ti ritrovi a casa con un bambino piccolo, il tuo peggior nemico è la solitudine.

Non sei mai sola, in effetti; spesso ne hai anche più d’uno intorno, di quelli piccoli. Eppure ti senti sprofondare e sparire dal mondo, dentro la coltre avviluppante di quella routine bestiale: nanna-pappa-cacca-nanna-pappa-cacca – repeat. O se sei più fortunata: eat-activity-sleep-your time – repeat; laddove “your time” non significa necessariamente “sciambola!“, ma piuttosto: “doccia!“, “piatti!“, “lava il bagno!“, “cucina la pappa che tra poco si sveglia!“…

silu1979_instamamma_4

Ma questo non è uno spot anticoncezionale, state tranquille: c’è un risvolto della medaglia carino.

Non so come fosse 50 o anche solo 20 anni fa, ma oggi c’è una finestrella attraverso la quale affacciarsi al mondo e perdere tempo sprofondate nel divano ad allattare, che è anche una finestra in cui inquadrare ciò che hai a portata di mano e uno stimolo guardarlo in un modo diverso. E per mostrarlo agli altri, anche. Per alzare un braccino timido e dire: “Heilà, ci sono anch’io! Quaggiù, mi vedete?”.

silu1979_instamamma_1

Mentre ero a casa con Cecetta piccolissima (e non in maternità perchè il lavoro non c’era già più, almeno quello da dipendente), mi sono iscritta ad Instagram. Subito dopo, ho ricevuto in regalo uno scintillante iPhone 5 e grazie a lui ho iniziato a fare foto che finalmente valesse la pena di condividere.

Instagram è un social network discreto, in cui le parole hanno poco spazio ma grazie al quale si arriva al cuore degli altri utenti ritagliando piastrelline quadrate di vita: semplici scorci di quel che vediamo, sia che siamo in viaggio in un posto esotico, sia che siamo in cucina a contemplare il pentolino con la pastina, in attesa che bolla. Io l’ho amato subito, sarà che la fotografia l’amavo già e questa versione pret-à-porter ha fatto proprio al caso mio, in un momento in cui avevo sempre mani e braccia occupate e la reflex non avrei saputo dove mettermela.

silu1979_instamamma_2

Ho inziato a seguire i miei contatti di Facebook, poi, anche grazie alle mie amiche mamme, ho iniziato a scoprire il mondo delle mamme on-line, specialmente le straniere, quelle che di quel modo di inquadrare in una sezione 1:1 il loro quotidiano hanno fatto un’arte e persino un business, in qualche caso. E’ così che sono inciampata nel tag #instamamme e ho iniziato ad usarlo: ero una mamma, fotografavo il mio piccolo mondo, quel tag mi racchiudeva tutta.

Di tag in tag ho scoperto tutto un mondo di mamme, di Instamamme e sono stata lì ad aspettare che anche le altre si accorgessero di me, che mi includessero nel “gruppo” e che diventassimo amiche.

Non ci è voluto molto, perchè quando si comunica per immagini, senza il peso ingombrante delle parole, si entra in contatto più facilmente, si è meno timide.

Grazie a quel primo ingresso su Instagram, oggi sono qui, parte di un gruppo che mi ha fatto compagnia e dato anche un senso in momenti in cui mi sembrava di perdere il mio.

Di questo dico grazie alle Instamamme, e anche un po’ a me: perchè invece di sprofondare nel divano e sparire dal mondo in un momento in cui il mondo non chiedeva di me, ho cercato il sentiero di mattoni gialli che mi portasse al centro di un mondo, se non magico, alternativo.

silu1979_instamamma_3

PS a corredo di questo articolo ho deciso di condividere con voi alcuni dei miei primissimi scatti Instagram. Oltre all’emozione, che tutte voi mamme conoscete benissimo, di rivedere Cecetta neonata, mi sono resa conto che ricordo distintamente ogni scatto e ogni situazione che ci stava intorno. Quel dolce e perchè lo avevo cucinato. Cosa stava combinando la Dodo sul tappeto del bagno. Quelle scarpine rosse e quel vestitino e chi me le aveva date.

La fotografia è magica e nessuno di quegli scatti è stato “sprecato”. Dunque viva Instagram e viva la fotocamera sempre in tasca, alla faccia dei detrattori!

Condividi su: Facebook Whatsapp Twitter