Quanto guadagna una mamma blogger

Quanto guadagna una mamma blogger dipende dal numero di collaborazioni che ottiene. Il numero di collaborazioni che ottiene dipende da te.

Se parliamo di mamme e lavoro, non possiamo esimerci dal parlare di un lavoro in particolare che ci riguarda molto da vicino (e parlo per me e per le mie colleghe della Redazione – ma anche di molte voi che leggete Instamamme e che avete a vostra volta un blog):

Quanto guadagna una mamma blogger? Voi ne avete idea?

quanto guadagna una mamma blogger

Innanzi tutto bisognerebbe fare una precisazione: una mamma blogger guadagna solo ed esclusivamente in presenza di sponsorizzazioni che, se è una professionista corretta, dichiara apertamente.

Ma cos’è una sponsorizzazione? Cosa si intende per post sponsorizzato?

Una sponsorizzazione consiste  in uno scambio molto chiaro alla partenza, che dovrebbe mantenersi tale anche all’arrivo, cioè quando viene pubblicato sul blog e condiviso sui social. Un’azienda fornisce informazioni alla blogger secondo varie modalità, in modo che questa possa pubblicare un contenuto che illustri al suo pubblico (che deve coincidere con il target dell’azienda, altrimenti la cosa si può rivelare persino controproducente) le caratteristiche di quel prodotto, veicolandone un’immagine positiva. È un concetto molto semplice, che conosciamo e che ha accompagnato tutta la nostra vita di fruitrici di tv commerciale, eppure sembriamo oltremodo allergiche al suo palesarsi sul web: è pubblicità.

Quando usufruiamo di un contenuto o di un servizio gratuitamente, dovremmo accettare che qualcuno lo paghi per noi, perché produrre contenuti costa tempo, innanzi tutto, ma anche denaro.

Produrre un contenuto per il web significa avere nozioni di come sfruttare il mezzo, pagare un hosting, spendere denaro per un tecnico che ci imposti il sito (o tempo per imparare da sole), fare ricerche fotografiche o scattare fotografie che illustrino il contenuto in oggetto e infine premurarsi di mettere il contenuto a disposizione del pubblico proprio là dove il pubblico si trova: sui social, tipicamente.

Una mamma blogger fa tutto questo per portare da noi contenuti che reputiamo interessanti: vuoi perché ci piace seguire la sua perfetta vita Pinterest, vuoi perché si prende la briga di darci indicazioni, suggerimenti di condotta o di acquisto, che ci permettono di trovare facilmente e spiegate in un liguaggio che è anche il nostro, le informazioni che cercavamo quando abbiamo digitato in Google la chiave di ricerca che ci ha portato da lei.

Ok, vi do ragione: c’è mamma blogger e mamma blogger, anche da questo punto di vista. Tuttavia non dovete mai dimenticare che siete voi a scegliere chi seguire e avete tutti gli strumenti per smettere di farlo, se quel che leggete non vi piace più. 

Quanto guadagna una mamma blogger dipende dal numero e dal tipo di collaborazioni che sostiene.

Non tutte le mamme blogger, per altro, guadagnano grazie ai contenuti “brandizzati” che postano sul web: a volte i post arrivano in seguito ad un regalo che l’azienda ha fatto alla blogger e per il quale lei si è sentita in dovere di fare da 0 a 100 pubblicazioni. A volte una blogger è felice di accostare il suo nome a quello di un brand che le piace, perché in quel modo brilla, o pensa di brillare, di luce riflessa.

Il confine è labile e non è sempre esplicitato, anche se esistono codici comportamentali condivisi.

Non esiste un codice etico perché, trattandosi per lo più di blog a carattere personale, non possono che rispondere ad un codice etico del tutto individuale. E d’altra parte è ancora vostra la scelta di seguire o non seguire un blog, in base al fatto che corrisponda o meno al vostro codice etico.

Il clic è lo strumento che avete a disposizione e che, a differenza dei dati Auditel, è una misura esatta e non statistica e corrisponde ad un’azione reale.

Una volta capito il suo magico potere, usatelo per premiare chi lavora bene e vi piace davvero. Non guardate con astio ai contenuti sponsorizzati, anzi, premiate quelli ben fatti: “regalare” un clic al post sponsorizzato di Instamamme, per esempio, significa valorizzare non solo il lavoro che c’è stato intorno al post in questione, ma anche premiare tutto il contorno (cioè tutti i contenuti e le iniziative non sponsorizzate che non ci fanno guadagnare nulla ma in cui investiamo tanto – tantissimo in certi casi – tempo, energie e passione), perché i risultati della campagna vengono sempre consegnati al cliente e se il cliente vedrà buone reazioni – in termini di visualizzazioni ed azioni – al post della vostra blogger preferita è assai probabile che sarà felice di lavorare ancora con lei e così lei potrà continuare a lavorare guadagnando il giusto per coprire le spese, e ottenere anche un piccolo utile, grazie al quale potrà permettersi di farlo sempre meglio.

E questo naturalmente vale non solo per Instamamme, ma per qualsiasi blog che amiate: “clicking is caring” potrebbe diventare un bel mantra da diffondere, non trovate?

Quindi se da una parte è impossibile dare una cifra precisa di quanto guadagna una mamma blogger, proprio per il fatto che dipende da tantissimi fattori, quello che sicuramente è possibile è fare in modo che chi è meritevole della vostra attenzione vada avanti, che guadagni rispetto e autorevolezza e infine anche uno stipendio che, su questo possiamo mettere la mano sul fuoco, non la renderà ricca, ma le permetterà di convertire il tempo speso quotidianamente sul web per produrre quei contenuti con cui vi intrattenete sul treno, in fila alle poste, mentre allattate o la sera sul divano quando non danno niente in tv, in un lavoro vero.

 

nota a posteriori: Giusto per fare un esempio pratico: per scrivere ed editare questo articolo (non certo uno dei più complessi che ho scritto) ho impiegato 2 ore e mezza circa. Io non percepisco denaro per il mio lavoro su Instamamme: lo faccio per passione, per amore per la scrittura e per amicizia. Le sponsorizzazioni, ad oggi, ci rimborsano più che altro le spese. 

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