Riceviamo regali per qualsiasi cosa o evento: nascita, compleanno, promozioni, laurea, matrimonio.

Siamo ormai abituati a festeggiare ogni tappa della nostra vita attraverso una gratificazione oggettiva: se il regalo non arriva da chi lo avremmo voluto, provvediamo da soli, affidando ad un oggetto la funzione di premio o di festa.

La funzione del regalo diventa quindi affettiva e il regalo stesso si carica di un valore sociale e personale altissimo. Un regalo, atteso, che non arriva è una sorta di piccola ferita.

Questo perché il regalo ha ormai assunto una valenza simbolica importante: lo usiamo per dire “grazie”, lo usiamo per dire “scusa”, lo usiamo per dire “bravo”, “benvenuto”, lo usiamo per dire “ti amo”, “ti voglio bene”, “ti penso”. È una sorta di linguaggio non verbale.

Ed è per questo che il regalo dovrebbe essere una cosa scelta per la persona, pensata, vissuta di cuore e di pancia.
Da piccini il regalo ci entusiasmava sempre: un gioco ci apriva molte prospettive, ed eravamo ancora capaci, sempre, di vedere un elefante in un boa dove i grandi vedevano spesso solo un cappello.
I grandi hanno bisogno di spiegazioni e rassicurazioni, come ci insegna Saint-Exupéry.

Un regalo sbagliato, per un bambino significa: questa persona non ha capito cosa mi piace.
Un regalo sbagliato, per un adulto significa: questa persona non mi conosce, non mi comprende, non ha capito me.

Alcuni dei regali più pensati che ho fatto sono ancora nel mio armadio, vittime della disillusione. O solo di occhi aperti tardi e improvvisamente. Chi lo sa. Vederli ha il sapore amaro dello sbaglio. Una porta chiusa con degli affetti a macerare dietro.

I regali più belli sono spesso quelli che non incarti, o che non scarti. Sono i sogni, le speranze, le attenzioni inattese, le coccole improvvise. Sono i sorrisi che fai sbocciare, le lacrime che qualcuno ti asciuga.
I regali più belli sono qualcuno che ti ascolta alle tre del mattino se hai bisogno di una spugna che assorba ciò che ti tracima dentro.

Il regalo più bello è darsi e riceversi, in qualunque rapporto, con qualunque persona. Sentirsi scelti e ricevere, come regalo, le conseguenze di una scelta. Il resto è solo carta da regalo e qualche oggetto che forse un giorno si romperà.