7 regole per approcciarsi alle altre mamme

Essere genitori è difficile, soprattutto se si viene giudicati nel farlo: ecco 7 buone regole per approcciarsi alle altre mamme in maniera positiva

L’idea di stilare una lista di regole per approcciarsi alle altre mamme, che si  sia genitori o meno, mi è venuta in mente quando poco tempo fa mia figlia di due anni ha avuto una crisi isterica davanti a una trentina di persone, tutti genitori come me. Di questi 30 cristiani, 24 mi guardavano con aria di sufficienza, e solo 6 con comprensione. E mi sono girate le cosiddette. Perché ragazzi siamo nella stessa nave da guerra e bisogna far squadra, non competere.
Comunque qui di seguito troverete delle semplicissime indicazioni per chi si trova a relazionarsi con altre mamme. E valgono per tutti. La lista è modificabile e può, anzi deve, essere aggiornata di volta in volta. Se condividete, fate una bella stampa e appendetela alla porta di casa, ricordando che le regole valgono anche per voi che le avete apprezzate.
Pronti? Via.

1. Non giudicare le altre mamme. Ogni mamma sa cosa è meglio per i propri figli. Ogni mamma sta combattendo una battaglia per la propria sopravvivenza. Quindi siate gentili. Ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di parlare male di un’altra mamma ricordatevi di quella volta che per una settimana avete cucinato solo surgelati perché stavate male. Quindi a meno che i bambini non siano in pericolo di vita, niente giudizi.

2. Farsi i fatti propri. Se siete genitori o peggio non lo siete ancora, mordetevi la lingua ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di mettere bocca sull’educazione e la crescita dei figli altrui (questo lavoro lo fanno già i papà e le mamme e, onore a loro, le maestre). Questo vi servirà a continuare un rapporto sano con i genitori di quei bimbi lì.

3. Non toccate i bambini. Soprattutto se sono neonati. Ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di mettere le mani su un neonato, che lo so sono teneri e viene voglia di strizzarli come spugne, mettete le mani in tasca. Nella regola numero 3 esiste una sottocategoria altrettanto importante che è quella del “non toccare il ciuccio dei bambini“. Ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di farvi paladini della dentizione dei figli altrui pensate a quella volta che il dentista vi ha tirato via un molare e desistete. Questo vi permetterà di continuare ad essere amici di quei bimbi e delle mamme che immaginano i germi delle vostre mani galoppare verso la bocca dei loro figli.

 

4. Siate di aiuto. E con questo intendo fatevi vedere o sparite quando è utile. Mi spiego. Se una neomamma ha bisogno, siate discreti, aiutate dove richiesto, fatela mangiare che non ha tempo, fatele fare una doccia o una passeggiata. Se una mamma navigata ha bisogno, fate la stessa cosa. Ma non stabilitevi a casa sua pensando di fare bene. Va bene le visite, ma dopo un’ora comincerete a puzzare più di lei e le sue camicie piene di rigurgito. Siate fantasmi insomma. Ma utili. Ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di traslocare in casa delle mamme senza previa richiesta di quest’ultima, pensate se fosse lei a guardarvi fare le faccende per ore. Questo vi permetterà di continuare ad essere amati e rispettati dalle mamme.

5. Non paragonare i suoi figli a cugini, nipoti, propri figli, pronipoti, figli di Katia Pedrotti/Ascanio Pacelli. Che non ce ne frega una emerita se a tre mesi gattonavano e a sei risolvevano operazioni quantistiche. Tanto la maggior parte dei piccoli geni che ho conosciuto, da grandi erano degli emeriti coglioni. Quindi ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di paragonare i figli di quella mamma a qualsiasi altro essere vivente fate tre giri su voi stessi e desistete. Questo vi permetterà di continuare ad avere una sana amicizia con la mamma in questione.

6. È una continuazione della regola numero 5 ed è semplicissima. Non elogiate i vostri figli con altre madri. Il mio dorme tutta la notte. Il mio mangia tutto. Il mio ha fatto un inserimento al nido totalmente da solo e indolore. Il mio si mette a letto solo, si legge la favola da solo e si da pure il bacio della buonanotte da solo. Ma soprattutto…il mio non fa mai i capricci. Bum. È l’apoteosi dei commenti più falsi delle mamme. Mettiamo che siete al ristorante e vostro figlio piange. Si butta per terra e urla. E voi, che non dovreste vergognarvi perché è un bambino cazzo e può succedere, vorreste sprofondare nel buco più profondo. E lei è lì. Sempre. La mamma che vi giudica. E non è che ve lo dice a parole. No, lo fa con lo sguardo. Con gli occhi, lei vi sta dicendo che a lei non sarebbe mai successo. Ok. Allora. Ripetete con me. Ogni volta che il vostro cervello vi invia l’impulso di sparare cavolate su quanto siano perfetti i vostri figli (e di conseguenza voi) pensate a quella volta che invece vostro figlio lo avete trovato a mangiarsi le caccole dietro al divano del soggiorno. Questo vi permetterà di continuare ad avere la stima delle altre mamme.

7. Non forzare i bambini a salutarvi, baciarvi, darvi la mano. Non sono adulti, a cui per altro non chiedereste mai di salutarvi perché non ce n’è bisogno. Se vi salutano bene se no amen. Rispettate i limiti che vi stanno ponendo. Se non vogliono baciarvi avranno i loro motivi, che non è per forza una cosa negativa nei vostri confronti, semplicemente non gli va. Perché sono stanchi, c’hanno i cazzi loro, perché stanno giocando, stanno guardando Peppa, stop. Nessuna dietrologia. Non sono maleducati. State certi che se i loro genitori sono persone educate che salutano, quando saranno grandi lo faranno anche loro. Diranno buongiorno e quando ci sarà da dare baci state certi che lo faranno.

 

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