20140410-223535.jpgUno degli argomenti caldi con le mie amiche mamme è sicuramente quello dei sensi di colpa.
Li abbiamo tutte e i migliori a mio avviso sono quelli che ad un uomo non verrebbero mai in mente tipo sono troppo presente o al contrario non ci sono mai, non capisco i sentimenti mio figlio, non ho un momento per me.

Se dovessi pensare ad un’origine per tutte queste autoflagellazione della mente partirei da quanto scrive Isabelle Filliozat in Le emozioni dei bambini:

I bisogni più difficili da controllare sono quelli che derivano dalla nostra infanzia. Sono i bisogni che non sono stati soddisfatti nel passato (spesso nemmeno riconosciuti come tali) e basta poco perchè inizino a rivaleggiare con quelli dei nostri figli e ci impediscano di comportarci con loro in modo giusto.

L’ assurdo è che una volta compreso il fatto che fondamentalmente le vittime siamo noi i sensi di colpa dovrebbero dileguarsi ma così non è, anzi aumentano.

Forse la terapia potrebbe essere quella del sostegno emotivo, la stessa che si applica nei confronti del bambino ma in questo caso dobbiamo essere genitori di noi stessi: accogliere in modo non verbale il sentimento (magari sorridendo dei nostri stessi pensieri), identificarlo, permettere che questa emozione compia il suo percorso magari cercando di analizzarla razionalmente (il passaggio più difficile) e infine tentare di esprimerla.

Io in genere esterno i miei sensi di colpa a mio marito perché essendo completamente diverso da me e lontano anni luce dal mio modo di pensare sono certa che smonterà in un attimo il mio senso di colpa o per lo meno ne darà una lettura completamente diversa e questo non può che aiutarmi.

Lavorare su me stessa e sui vuoti della mia infanzia è la sola strada che per me ha un significato positivo dal momento che i sensi di colpa portano solo all’infelicità o peggio ancora all’autocommiserazione sentimento l’uno e atteggiamento l’altro da evitare a tutti costi.

Ancora Isabelle Filliozat:

I bambini sono pronti ad abdicare a gran parte della loro personalità per tentare di riportare il sorriso sul volto di un genitore troppo triste o che si adira troppo spesso… Il genitore trasmette la sua gioia interiore ai figli ed è l’eredità più bella che essi possano ricevere.