Sentirsi italiani (come sentirsi inglesi, tedeschi, spagnoli etc.) è parte del proprio senso di identità. Si tratta in particolare del senso di identità nazionale.

Ho letto che la cultura italiana ha fornito quasi sempre un’immagine dell’identità del paese come di due nazioni tra loro incompatibili: l’una abitata da italiani “buoni”, l’altra da italiani “cattivi”.

Curiosa di approfondire meglio questa opinione diffusa, ho iniziato a domandarmi e a domandare quali fossero gli elementi legati al senso di identità nazionale che rendeva orgogliosi d’esser tali, quali invece gli aspetti che suscitavano un sentimento di vergogna.

Cosa ci rende orgogliosi di sentirsi italiani?

Ecco alcune risposte che ho raccolto:

Mi rende orgogliosa la nostra storia di grandi creativi in tutti i campi (dall’arte alla filosofia, dalla letteratura alla chimica etc…) e l’essere una popolazione ospitale e solare (F.)

Mi piace il nostro attaccamento alle radici e alla famiglia che ci fa essere solidali con i connazionali (S.)

Siamo un paese che ha saputo rinascere in più occasioni, di grande cultura (D.)

Vivere in un paese culturalmente e paesagisticamente meraviglioso che in parte ci invidiano e che molti sottovalutano (F.)

Matera
Matera

Paesaggio, territorio, cultura, storia, gastronomia, spirito e gusto italiano (G.)

Il patrimonio artistico e la creatività (F.)

Taormina
Taormina

Siamo il paese più bello del mondo (E.)

Il senso della famiglia che noi abbiamo, come diversi paesi latini ma noi sicuramente in primis. (C.)

L’arte, le menti e gli artisti del passato. Un patrimonio artistico e urbanistico unico, una storia antica e una varietà e bellezza paesaggistica uniche. Il cibo ottimo, da nord a sud si mangia in maniera pazzesca e varia. (S.)

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La cultura, l’arte, la lingua (io adoro la nostra lingua, davvero), le tradizioni, le particolarità, il paesaggio e anche il clima. Credo che davvero sia un unicum a livello mondiale. (F.)

La storia millenaria, dell’arte, della lingua italiana, della gastronomia e della ricerca scientifica che sopravvive nonostante tutto (S.)

Siamo rimasti un popolo di belle persone pronte a un sorriso (J.)

Non mancano i motivi per essere davvero orgogliosi dell’essere cittadini del nostro paese.

Tuttavia, esiste anche un sentire meno positivo, legato a tanti aspetti dell’Italia, o meglio dei suoi abitanti, che non piace e che ci mette in imbarazzo.

Alla domanda: “Cosa vi fa “vergognare di essere italiani”? Ho raccolto queste riflessioni:

Mi fanno vergognare i nostri governanti, lo stato in cui hanno ridotto il paese (F.)

Il rovescio della medaglia del nostro attaccamento alle radici e alla famiglia è che spesso diventa razzismo verso gli estranei (S.)

La mafia, la corruzione, la tendenza a fregare il prossimo (D.).

Mi vergogno di alcuni italiani che rendono il nostro paese lo zimbello agli occhi degli altri. C’è poco nazionalismo sano ed è un peccato (F.)

La politica, la corruzione, il malcostume, la maleducazione italica non mi fanno vergognare ma mi rendono immensamente triste, se qualcosa mi fa vergognare invece sono gli italiani furbetti e “scorciatoisti” (G.)

Mi fanno vergognare la corruzione e gli sprechi, la mala-gestione del patrimonio paesaggistico e delle città d’arte (F.)

L’essere un popolo che vanifica e spreca il dono del paese più bello del mondo a detta del mondo stesso (E.)

Le persone che dovrebbero guidarci. Si, di quelle mi vergogno tantissimo, specie di alcune figure femminili, quelle oltretutto mi fanno vergognare di essere donna (J).

Mi fa vergognare il fatto che oggi come oggi siamo un popolo dormiente, completamente drogato dal calcio e dalla pasta, e da quel poco di pseudo libertà che vogliono farci credere che abbiamo. Non ci battiamo per i nostri diritti, anzi la maggioranza di noi neanche va a votare e poi però critica l’andamento delle cose (C.)

Le persone ignoranti, intolleranti, che pensano solo al proprio interesse, nella politica ma anche nella quotidianità e poi la burocrazia, veramente indecente! (S.)

Amo poco di noi italiani l’idea della “scorciatoia”, l’assoluta non meritocrazia, l’indolenza di tanti, lo sprecare le mille possibilità che il nostro paese ci offrirebbe e l’esterofilia a tutti i costi, non mi riferisco a chi sceglie di andare a vivere all’estero, ma a chi ti dice, essendoci stato solo in vacanza, che all’estero è sempre meglio, o che usa inutili parole o affermazioni straniere (F.)

Profondamente imbarazzata dalla mancanza di senso civico, dall’essere un paese provinciale e tendenzialmente razzista, dal malcostume e dalla strafottenza. Dall’ignoranza dilagante e dalla quasi totale e temo irrimediabile mancanza di cultura scientifica (S.)

Anche dal lato negativo non mancano elementi su cui riflettere.

Allora cosa prevarrà?

In molte persone cui ho domandato, prevale comunque l’orgoglio, il senso di appartenenza per il loro paese resta forte e di valore positivo.

Alcuni però amano definirsi: cittadini del mondo. Un senso di appartenenza se vogliamo più libero, sicuramente più ampio.

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Pensando a questo “legame” e al più ampio sentirsi “cittadini del mondo” mi è venuto in mente un parallelo tra l’appartenenza regionale e quella nazionale.

Alcuni sentiranno un senso di appartenenza più spiccato per la propria realtà territoriale regionale, e sentiranno magari meno intenso il senso d’identità nazionale.

Altri invece magari sentendo “stretta” l’identità del piccolo centro, della regione di provenienza, sentiranno più vivo il senso d’identità nazionale.

Tuttavia “Non c’è affatto incompatibilità tra autonomie regionali e un forte senso di appartenenza nazionale. Entrambe sono segni di cittadinanza matura” (Rusconi). Direi che lo stesso, in senso più ampio possa dirsi per l’appartenenza nazionale e un senso di appartenenza ancora più vasto: il sentirsi cittadini del mondo. Esiste una compatibilità tra questi due aspetti. Possiamo mantenere le nostre identità nazionali, con le peculiarità che possono contraddistinguerle e sentirci al contempo cittadini del mondo. Si tratta di un livello maturo ed evoluto del proprio senso di appartenenza.

E voi siete orgogliose di essere italiane o preferite definirvi cittadine del mondo?