Buone notizie per le coppie miste

La situazione delle coppie miste, i cui rapporti sembravano destinati spesso al fallimento, sta migliorando grazie a cambiamenti culturali e a maggiore integrazione sociale

Le coppie miste sono davvero destinate al fallimento? Il matrimonio misto scoppia più di quello italiano?

Nel 2015, le separazioni di coppie miste hanno raggiunto in termini assoluti un massimo pari a 8.657 (in termini relativi 9,4% di tutte le separazioni, percentuale simile a quella registrata lo scorso anno).

I divorzi di coppie miste, seppur aumentati in valore assoluto (7.160 nel 2015), mostrano una tendenza alla diminuzione in termini relativi. Nel 2015 sono pari all’8,7% del totale dei divorzi mentre erano il 9,5% del totale nel 2014  (ISTAT).

Eurispes ha stimato l’andamento del numero di matrimoni calcolando che quelli misti celebrati arriveranno in Italia a circa  35.807 nel 2030 (dai 27.905 registrati nel 2015 – fonte Eurostat).

Tutti dati che fanno ben sperare per i destini delle coppie miste: divorzi in diminuzione, matrimoni destinati ad aumentare.

Da circa due anni mi occupo, come counsellor, di brevi percorsi di sostegno alle persone che affrontano una separazione, e ho seguito molte donne in separazione da un partner straniero; da circa vent’anni mi occupo di immigrazione e relazione d’aiuto con utenti stranieri: ho, quindi, un po’ di esperienza e alcune cose ci tengo a dirle.

La mixitè sentimentale (la chiama Eurispes) è uno degli indicatori dell’integrazione della popolazione straniera nel territorio italiano: nel 2014 l’Italia era al 22° posto in Europa (Eurostat), voglio sperare che questo dato sia salito, anche se non ho trovato alcun riscontro più recente.

Quello che però posso affermare è che va migliorando la percezione collettiva della coppia mista: fino a qualche anno fa, una coppia mista era vista, dai coniugi stessi, una coppia destinata al fallimento – ci si sposava più per spirito di avventura che per vera progettualità. Mancava totalmente la consapevolezza dell’incidenza delle differenze culturali sulla vita di coppia. E mancava la lucidità per separare le Differenze Culturali dalle differenze che ogni coppia porta con sè: i solchi incolmabili dalle banali crisi coniugali.

La mancanza di fiducia, degli sposi stessi, nella coppia, era motivata dalla visione pessimistica della società, ma era anche a sua volta causa, di questo immaginario collettivo.

Gli amici degli sposi, i famigliari, la società tutta non avrebbero scommesso due lire, su di loro. E con un peso così sulle spalle, chi sopravvive?

Questo aspetto non è ancora del tutto superato, ma le coppie miste stanno risalendo la china. Sono più stabili ma soprattutto si fanno aiutare di più, cosa che indica un grado di fiducia e un desiderio di acquisire strumenti utili per la coppia, decisamente in aumento.

Aumentano i matrimoni in cui gli sposi si sono presi tempo per conoscersi e valutare piano le reciproche differenze.
Aumentano le unioni in cui ci si dedica a capire le abitudini e le tradizioni dell’altro e a valutarne il reale impatto sulla propria vita.
Aumentano le famiglie e i gruppi di amici che sono disponibili ad accogliere al loro interno una persona proveniente da un altro paese – e questo, in termini di sostegno alla coppia è un elemento, importantissimo!, che fino ad oggi è purtroppo mancato tanto.
Aumenta la benevolenza sociale verso le coppia miste.
E le separazioni diminuiscono.

Se una coppia si sente dire, fin dal primo appuntamento: lasciate stare! Le coppie miste falliscono! È abbastanza ovvio che aumentino le possibilità di fallimento.

Alla prima crisi, i due (ma anche genitori, amici, parenti e perfino mediatori famigliari) danno per scontato che la paventata Differenza Culturale sia arrivata. E non danno alcuna possibilità alla coppia.

Magari, però, la crisi era invece dovuta a stanchezza, arrivo del primo figlio, stress da lavoro o da disoccupazione, lutti o nostalgie: tutti elementi comuni a tantissime altre coppie, e non per forza sintomi di fallimento certo.

Le crisi si possono superare, se almeno le si guarda dal verso giusto.
No, non sono preda della sindrome di Pollyanna. Proprio grazie al mio lavoro sono ben consapevole dei problemi che ancora ci sono per le coppie miste.

Ma sono ottimista, questo sì.
Vedo segnali che mi permettono di essere ottimista e di credere che grazie al lavoro di molti (singoli sposi, famiglie, gruppi amicali, prima di tutto – poi  counsellor, mediatori famigliari e psicoterapeuti;  ma anche scuola, ricerca, influencer e operatori del marketing; e infine politiche sociali e politiche di comunicazione) le coppie miste abbiano più possibilità di resistere.

 

 

Ph. credits Oliviero Toscani per Benetton (1991)

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