Sesso, genitori e algebra

Il sesso tra genitori, è ancora possibile? Analizziamo la situazione in maniera algebrica!

Ma certo che si fa sesso tra genitori! Chi dice di no? Si può! Basta che si considerino adeguatamente, nel calcolo, alcune variabili fondamentali:

  1. Si fa sesso quando entrambi sono fisicamente presenti in un luogo adatto (“L=1”).
  2. Si fa sesso quando entrambi ne hanno voglia (“V>0”).
  3. Si fa sesso quando non c’è un bambino in casa e, se c’è, dorme (“B=0”).
  4. Si fa sesso quando entrambi hanno energie necessarie per farlo (“E>0”).
  5. Si fa sesso quando non c’è qualcos’altro di troppo urgente da fare (“U=0”).

La variabile “V” la fa da padrona assoluta prima dell’arrivo dei figli, dato che “B” ed “E” sono quasi sempre a valori ottimali. Quanto ad “L”, le possibilità sono esponenziali… dove sta scritto che deve essere per forza a casa? Facciamoci, ogni tanto, un bel weekend fuori!

Con i figli neonati, la “V” sparisce per un po’ e pure la “E” lascia moltissimo a desiderare, ma quanto a “B”, essa appare pressoché ininfluente sull’equazione (un figlio di due mesi dorme tante di quelle ore al giorno che, volendo… e pure se ce l’hai di fianco, neanche si gira o si alza dalla culla… basta far piano).

Poi i neonati crescono. “B” prende il sopravvento di prepotenza, legandosi a doppio filo con “L”: non si va più da nessuna cazzo di parte, mai, si sta in casa e se si va fuori per vacanza, ci si va tutti (N.B.: fuori casa, scordatevi del tutto di azzerare “B”. Anche quei bambini che già da neonati dormivano nel proprio letto, fuori casa ti finiscono nel lettone, senza pietà, fino ai 6 anni; inutile nutrire speranze).

Ora, assumiamo che siamo in casa e sia un giorno festivo. L’allegra famigliola si sveglia tutta insieme alle 8:30 del mattino. Si fanno tante tante cose, tutti insieme, si esce, si entra, si pulisce casa, si fa la spesa, si va fuori con amici, si fa una gita, oh, che amorevole quadretto. Ci si riaddormenta tutti insieme alle 22:00. La variabile “B” non è venuta meno neppure per un millisecondo. Capitolo chiuso. Ciao.

Confidiamo perciò nei giorni feriali. Ci si alza prima dell’alba e si corre chi a lavoro, chi a portare il bambino all’asilo. Quanta abbondanza di “B” sprecata, dalle 9:00 alle 16:00, mentre il bimbo è all’asilo ma noi stiamo lavorando, in due luoghi drammaticamente distanti! “B” sale vertiginosamente ma è del tutto inutile, se nel frattempo “L” è pari a zero.

Certo, a volte capitano delle occasioni speciali: imperdibili! Tipo quando ti incontri con tua moglie per pranzo. Purtroppo, accidenti, stai per strada o a un ristorante… decisamente carenza di “L”. Oppure uno dei due sta poco bene e l’altro resta a casa per accudirlo. Il valore di “L” si ripristina, ma crollano sotto lo zero i livelli di “E” e “V”. Però ehi, a volte ti portano un elettrodomestico e devi rimanere in casa… oppure c’è qualche adempimento particolare da fare che richiede la presenza di entrambi.

E mo’ che è? Toh! La variabile “U”! L’avevamo del tutto dimenticata! Se hai da fare e non ti liberi prima delle 16:00, soccombi quasi sempre alle fluttuazioni della variabile “U” sino a quando l’istantaneo incremento di “B” non ti rammenta che è ora di andare a recuperare il bimbo all’asilo. Occasioni imperdibili, dunque: purtroppo se ne perde circa il 90%. E vabbè.

Non disperiamo: esiste ancora una forbice cruciale di tempo nella quale tutto può aggiustarsi!

Sono le 21:30, siete rientrati tutti a casa, recuperando un valore accettabile di “L” (luogo adatto). Dopo aver corso per circa 14 ore, in una giornata più simile all’interno di un frullatore che alla vita di un essere umano; preparato la cena, mangiato e riposto i piatti; dato una sistemata alla casa, che assomigliava più alle Termopoli dopo la battaglia che a un’abitazione, si auspica che entrambi abbiate esaurito le urgenze (“U”). Con un ultimo piccolo sforzo, fatto di cartoni animati, libri per bambini, goccio di latte, minacce alternate a coccole e 30/60 minuti di permanenza a fianco del lettino, vi si addormenta pure il bambino: e anche questa (“B”) è neutralizzata!

È fatta: non rimane che controllare che i livelli di energia (“E”) e voglia (“V”) siano sufficienti e, finalmente, potete scatenarvi!

Ed è dunque così, sopraffatti da una stanchezza che ci si porta in gloria e con l’ambizione di distruggere il letto matrimoniale a colpi di ore di sonno – altro che sesso – che diamo finalmente la soluzione dell’equazione:

Mamma e papà fanno sesso = Marte, Giove, Saturno e Urano si allineano (fratto) porta il bambino a dormire a casa dei nonni il più possibile (per radice quadrata di) prenditi una stanza di motel a ore come le coppie clandestine.

(Che già ora, quando cammino mano nella mano con mia moglie e senza quel nano nei paraggi, mi pare di stare con l’amante!)

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