Non tutti i sogni vengono per nuocere

Stavo facendo un bel sogno.
Era uno di quelli consapevoli, quelli di cui sai che sono sogni anche mentre ci sei dentro, che non spaventano e non illudono: te li godi e basta, come una vacanza.

Stavo facendo un bel sogno e non mi importava della luce che filtrava dalle tapparelle, del gatto impaziente che miagolava nel corridoio, dei suoni di vita che passavano sotto la porta d’ingresso.
Volevo solo godermi il momento: il sogno, il sonno, il lusso di non doversi alzare ad un orario preciso, mia figlia nel lettone con me.

Avrei potuto alzarmi, andare in sala e godermi i primi minuti del giorno da sola, io ed un caffè, ma sarebbe durata poco: Cece si sveglia al minimo rumore e il sonno della Dodo non aspetta altro che di essere disturbato per riportarla a quello stato di veglia che preferisce di gran lunga, anche quando è stanchissima, anche quando non ci sono alternative davvero interessanti: piuttosto la tv.

Ho deciso di rimanere nel letto svegliandomi, sorpresa da un suono (o dal gatto) o da un moto interiore, e ripiombando nel sogno più e più volte, sempre lo stesso, come in episodi sempre diversi della stessa storia.

Quando lo vuoi troppo intensamente non ti succede di ripiombare nello stesso sogno, una volta svegliata, avete notato?
Tipo quella volta in cui stavi conversando con Leonardo Di Caprio sotto la Tour Eiffel e il pianto di tuo figlio ti ha svegliata: quando finalmente ti sei riaddormentata Leo non c’era più e il sonno è diventato subito buio e profondo. Che poi è il sonno che serve di più, specialmente alle mamme: quello buio e muto, senza sogni, in cui il cervello si ristora davvero.

Quella volta, a ben vedere, Leo ti ha fatto un favore: si è levato di mezzo concedendoti di non sprecare preziose energie in elucubrazioni irrealistiche. Un bel sonno riposante in cambio di una conversazione immaginaria e inutile sull’opportunità di cuocere l’uovo nella carbonara: un affare, dopo tutto, nonostante la Tour Eiffel.

E in fondo non è vero anche da sveglie che i sogni che ci portano troppo lontane da noi stesse non fanno bene alla salute? I sogni perché siano al nostro servizio, devono essere innanzi tutto alla nostra portata.

Ho passato infanzia ed adolescenza a sognare cose grandi, altissime, praticamente irraggiungibili. Diventando grande sono decisamente migliorata: ora i miei sogni sono alla mia portata.

Un cinema in due.

Un iPod nuovo.

Un po’ di tempo per me.

Tutti tranne uno, che poi è quello a cui tengo di più: che le mie figlie non abbiano sogni sovradimensionati che le schiaccino, ma che abbiano la consapevolezza di sognare quello che le farà davvero felici. 

sogni

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