È stato durante una delle nostre serate a base di verdure spadellate e piadine con Certosa Galbani che ho proposto a mia figlia Matilde di accompagnarmi a scoprire dove e come fanno quel cremoso formaggio che stava gustando e ovviamente ha accettato entusiasta.

Un sabato di fine marzo ci siamo quindi alzate presto e piene di curiosità siamo partite, direzione stabilimento Galbani di Casale Cremasco per scoprire i segreti della Certosa.

Durante la nostra mattinata alla sede di Casale Cremasco i bambini si sono divertiti tutti insieme con un laboratorio dedicato all’origine e alla produzione del formaggio. Noi mamme nel frattempo abbiamo indossato cuffia, camice e calzari e abbiamo fatto il tour dello stabilimento per osservare il processo produttivo della Certosa. Quando poi ci siamo riuniti con i bimbi abbiamo creato con le nostre mani il formaggio ed è stato molto carino vederli in azione dopo aver imparato molte cose su latte, caglio e fermenti lattici.

Galbani instamamme

Per quanto riguarda il nostro tour per scoprire cosa c’è dietro un prodotto come Certosa Galbani, la prima tappa è stata presso il coagulatore, un vero e proprio fiume di latte lungo 43 metri in cui agisce il caglio per la trasformazione del latte in cagliata e poi presso le saline, per la fase di salatura. Successivamente abbiamo assistito alle giravolte delle vaschette ad opera di appositi robot per uniformare l’umidità e visto le celle di affinamento dove la Certosa riposa per 7 giorni. Successivamente, da un’iniziale grande forma la Certosa viene porzionata, confezionata e in 48 ore è sulle tavole di tutta Italia, oltre un milione ogni giorno.

Latte, caglio, fermenti lattici vivi e sale: ecco quali sono gli ingredienti che trovate su un’etichetta pulita che rispecchia la genuinità di Certosa e la rende adatta a grandi e piccini perché ricca di fosforo e calcio, fonte di proteine e vitamina B12.

In Galbani – nata a Ballabio nel 1882 – da oltre 130 anni lavorano sulla qualità e sull’innovazione senza abbandonare le origini e sono rimasta colpita dalla passione di chi fa parte di questa azienda. Come la direttrice di Ricerca e Sviluppo che è una donna e questo per me è un punto a favore!

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Lo stabilimento di Casale Cremasco (in Lombardia) non si ferma mai perché lavora con materia prima fresca, 7 giorni su 7 e utilizza latte 100% italiano. In particolare per la sua crescenza Certosa usa solo latte 100% italiano, lombardo e piemontese, che proviene da filiera certificata e non ne entra una sola goccia nello stabilimento che non sia prima stata analizzata.

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Ma cosa significa filiera certificata? Significa che a partire dalle stalle dove viene raccolto il latte fino al prodotto finito, un terzo ente indipendente, Bureau Veritas, effettua migliaia di controlli quotidiani durante ogni fase, trasporto compreso. Questo consente di garantire la totale tracciabilità di ogni panetto di Certosa che viene prodotto.

Tutto questo spiega il claim “Galbani vuol dire fiducia”, una fiducia guadagnata grazie all’accurata selezione della materia prima, fedeltà alla tradizione casearia italiana e produzione in sicurezza.

Da consumatrice e da mamma per me è stata una grande conferma questa visita, un’opportunità di confronto molto interessante per comprendere come nasce un prodotto che è presente sulla mia tavola fin da quando ero bambina e che propongo spesso ai miei figli fin dallo svezzamento. Scoprire quanti controlli ci sono mi ha sorpresa e rassicurata ancora di più sulla qualità, inoltre la nuova ricetta della Certosa è ancora più cremosa, lo sapevate?

Sono molto felice che mia figlia sia stata al mio fianco, perché sapere da dove vengono le cose che mangia la renderà una consumatrice più attenta e consapevole da grande. Una bellissima giornata, quindi, da ogni punto di vista.

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Post realizzato in collaborazione con Galbani Italia