Vogliamo la favola

Se anche voi siete cresciute a pane, favola e fantasia, se anche voi avete baciato un discreto numeri di rospi con la segreta speranza che si trasformassero in principi, se anche voi siete rimaste tenacemente aggrappate a un ideale romantico che sembra regolarmente destinato a infrangersi contro la realtà, questo libro parla anche di voi.

È il romanticismo che ci rovina o forse un punto di vista sull’amore. Siamo cresciute con il mito delle principesse. Abbiamo sognato dietro il “…e vissero per sempre felici e contente“.

Se a volte siamo state infelici, se abbiamo sperato nella metamorfosi del rospo dopo il bacio, senza accettarlo per quello che era, se depresse per una storia finita ci siamo gettate a capofitto in un nuovo standard, un nuovo film strappalacrime, una nuova canzone che ci faceva sentire un po’ “nessuno può mettere baby nell’angolo”.
Ma soprattutto, se siamo pronte a riderci su, il libro Vogliamo la favola è una lettura semplice e spensierata che fa al caso nostro.

 

 

Il «tema di questo libro ovvero come le favole abbiano contribuito a stabilire degli standard sentimentali così alti che il risultato è che ogni relazione non ci sembra mai sufficientemente romantica, o passionale, o tormentata».

È chiaro che è colpa loro, di tutte le coppie da sogno che hanno popolato la nostra immaginazione fin dalla più tenera età, non importa se reali o inventate, se cinematografiche o letterarie, se in carne e ossa o fatte a cartone animato. È colpa loro. Se la nostra vita sentimentale si è nutrita di aspettative troppo alte. Se qualsiasi storia passata, presente o futura che non contenga passione in quantità ridicola ci sembra una noia mortale. Se abbiamo aspettato l’arrivo del Principe Azzurro, o anche di una versione scolorita. Se, insomma, abbiamo creduto e fortissimamente voluto la favola.”

Si parte dal matrimonio di Carlo e Diana, per poi sezionare alcuni dei film romantici per eccellenza: Pretty Woman, Girls la serie tv, Candy Candy e il suo Terence, Diabolik e Eva Kant ma anche Danny Zuko e Sandy.

È colpa loro: belli, innamorati, complici. Ci abbiamo creduto, li abbiamo invidiati, ci siamo perse nell’idea che l’unico amore degno di essere vissuto fosse il loro e se non si è amate così, allora è un fallimento, oltre che una noia. Ci siamo fatte fregare, è vero, e questo lo abbiamo ormai capito e stabilito. Ne valeva la pena? Secondo me sì. Voglio dire, ma sai che triste la vita senza neanche un po’ di sogno?

Non alta letteratura, ma una lettura frivola che può accompagnarci in questo matto febbraio.

 

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